Dopo i flop di Natale tocca agli «Immaturi» salvare la commedia

Il box-office delle vacanze di Natale e dintorni è il più lucrativo dell’anno e da oggi la commedia all’italiana riparte all’attacco del 2012 con il sequel di Immaturi, che potrebbe portare zucchero filato nella calza della Befana. Di carbone il nostro botteghino ne ha avuto a sazietà, con i magri incassi e un’offerta sottotono, durante le feste, che ha penalizzato l’ormai ammuffito cinepanettone. Seguendo l’esempio Usa, dove i seguiti di Mission: Impossible- Protocollo Fantasma (Paramount) e di Sherlock Holmes- Gioco di ombre (Warner) hanno dominato la scena invernale, Medusa punta sulla squadra vincente di Immaturi. Il viaggio (da oggi in sala), ancora firmato da Paolo Genovese. A seguire, il 18 sarà la volta di Benvenuti al Nord, secondo episodio dopo Benvenuti al Sud, fortunato film di Luca Miniero, al quale si deve la scoperta dell’acqua calda: il pubblico dei grandi numeri c’è, ma ama prodotti intelligenti. Nel clima d’incertezza in cui si naviga a vista da quando è iniziata la crisi, il ricordo dei quasi 16 milioni di euro incassati con la storia dei quarantenni alle prese con l’esame di maturità, è fiamma viva. E se il cinepanettone di De Laurentiis ha fatto flop rinunciando agli scenari mozzafiato (niente Sudafrica e zero Miami, o New York, ma solo neve finta a Cortina), Immaturi. Il viaggio rilancia con l’ambientazione gradevolmente marina di Paros, isola delle Cicladi. Dove approda lo sbalestrato gruppo di ex-liceali, formato da Giorgio (Raoul Bova), marito di Marta (Luisa Ranieri), che gli darà un figlio; Lorenzo (Ricky Memphis), fidanzato di Luisa (Barbora Bobulova), santa donna perché lo tira fuori casa di papà (Maurizio Mattioli) e mamma (Giovanna Ralli); Piero (Luca Bizzarri), che inventa figlio e moglie per non impegnarsi, ma poi cadrà tra le braccia di una finta emancipata; Virgilio (Paolo Kessisoglu), che ritroverà «quel» bacio con Eleonora (Anita Caprioli), nonostante il tumore di lei e Francesca (Ambra Angiolini), pronta a trascurare il suo ragazzo, pur di stare con i vecchi amici. La macchina del tempo si rimette in moto e gli attempati ragazzi, decisi a concedersi quel viaggio di fine scuola mai fatto, si passano un panino imbottito, invece della «canna», né dormono più all’aperto. Funziona il gioco di coppie intrecciato, con Giorgio e Lorenzo tampinati da due spagnole intraprendenti, o con Virgilio ed Eleonora che, poco alla volta, capiscono di amarsi. E funziona il gioco di squadra del cast, dove nessuno ruba la scena a nessun altro (sebbene Ambra giochi la carta del nudo integrale, prima da seduta e poi da cuoca: con un piatto si copre le pudenda), facendo scivolar via uno Spoon River domestico, con trovatine furbe (scorci di mare turchese, archi bianchissimi, bambini deliziosi, tramonti greci).
Come da tradizione della classica commedia all’italiana, è gioco di coppie pure in Benvenuti al Nord di Luca Miniero, con Claudio Bisio (Alberto) e Alessandro Siani (Mattia) non solo amici-nemici sotto la Madonnina, ma anche alleati a Milano per combattere sul fronte dello scontento muliebre: le loro mogli (Angela Finocchiaro e Valentina Lodovini) hanno buoni motivi per criticarli. Silvia non sopporta lo smog milanese e Maria detesta che il suo Alessandro non lavori, né capisca l’ambiente meneghino. Interessante Paolo Rossi, nel detestabile ruolo dell’ottimizzatore e sempre più somigliante all’ex-ministro Brunetta. Se Monti ha emanato un Salva-Italia, con la doppietta dei sequel arriva un salva-commedia, che fa premio sui capisaldi del made in Italy: amore e musica.