I fondi speculativi all’attacco di Generali

da Milano

Gli hedge fund muovono su Generali. Ad aprire il fuoco è Algebris, fondo speculativo creato nel 2006 da Davide Serra, ex Morgan Stanley, ex star degli analisti del settore banca e finanza. Con una lettera di 12 pagine inviata ai vertici del Leone, Serra, affiancato dai partner Eric Halet e Massimo Massimilla, spara a zero su governance e gestione del primo gruppo assicurativo italiano, terzo europeo. E lancia una minaccia nemmeno troppo velata ricordando che con il 10% del capitale si può convocare un’assemblea, con il 2,5% si può integrare l’ordine del giorno. Ovvero: la società ci dia ascolto perché di qui al prossimo aprile, tradizionale periodo di svolgimento del meeting dei soci triestini, non molleremo la presa.
Di suo, per il momento, Algebris può schierare semplicemente lo 0,3% del capitale di proprietà, con opzioni d’acquisto per poco più del doppio. Ma la caratteristica principale degli hedge fund è quella di muoversi in gruppo. E sono noti gli stretti rapporti di Serra con il più famoso tra i gestori di fondi speculativi, quell’Eric Hohn numero uno di Tci (The Children Investment fund), protagonista della vicenda Abn Amro (vedi anche pezzo a fianco). Non confermate appaiono invece le voci diffuse di contatti con altri investitori nel gruppo triestino quali Unicredit e De Agostini.
Proprio all’insegna delle voci si era aperta la giornata del gruppo triestino. Il quotidiano Mf aveva «sparato» la notizia di un intervento nel capitale del fondo Tci: all’apertura del mercato il titolo si è impennato arrivando a guadagnare fino al 4%. Uno degli ad triestini, Giovanni Perissinotto, aveva smentito la novità: «Sono tutte chiacchiere. Non c’è stata alcuna formalizzazione di nessuna richiesta» (pare che la lettera di Algebris sia arrivata più tardi). La dichiarazione era bastata per rallentare la corsa a Piazza Affari e a fine giornata il titolo ha guadagnato il 2,7%.
Il documento di Serra e dei suoi partner è un attacco frontale al Leone: la società esprime il 60% del suo potenziale, dicono gli uomini di Algebris, che potrebbe diventare il 75% «assumendo la realizzazione del business plan 2009». Non solo: viene allegata una tabella con l’andamento delle quotazioni di concorrenti come Axa e Allianz e con banche come Intesa e Unicredit. Risultato: secondo Algebris sui 3,4,5 anni il rendimento di Generali è inferiore del 30%.
Il fondo apprezza l’aggiornamento del piano industriale del 28 settembre scorso, ma chiede una serie di innovazioni: che vengano risolti i conflitti di interesse con Mediobanca e con i suoi azionisti, e invita a una serie di mosse: l’aggiornamento del piano industriale individuando obiettivi più ambiziosi, la riduzione della componente fissa della remunerazione del top management e l’incremento di quella variabile; la revisione della corporate governance con un presidente non esecutivo, un unico ad e figure responsabili per le funzioni chiave del gruppo. Secondo Algebris il titolo potrebbe rivalutarsi fino a 40-44 euro. In serata, Generali ha risposto a una richiesta della Consob dichiarandosi «aperta a un dialogo costruttivo».