I fondi vogliono la Sgr del Monte Antonveneta, sì di Caltagirone

da Milano

I signori del private equity mettono nel mirino il risparmio gestito di Monte dei Paschi. Un interesse che, insieme al pieno appoggio ricevuto dalla Fondazione Mps, promette di alleviare gli sforzi profusi dal presidente Giuseppe Mussari per racimolare i 9 miliardi necessari a convincere gli spagnoli del Santander a rinunciare ad Antonveneta.
Ad aumentare il brulichio dei pretendenti attorno al polo dei fondi di Rocca Salimbeni (Mps asset management e Mps alternative investments), sono stati ieri Clessidra, Apax Partners e Candover. «Siamo interessati, stiamo guardando il dossier» hanno detto Giuseppe Turri di Clessidra, Amedeo Carassai di Apax e Aldo Maccari di Candover anche se, al momento, la gara è ancora in una fase di preparazione e non è disponibile un memorandum informativo.
La partita dovrebbe chiudersi entro il primo trimestre del prossimo anno, consentendo a Siena di individuare sia un partner industriale sia un alleato finanziario (appunto un gruppo di private equity). A ciascuno dei due alleati sarebbe ceduta una partecipazione del 33%, lasciandone una quota uguale nelle disponibilità di Mussari.
L’affare potrebbe valere circa 500 milioni per il banchiere senese che intanto ha visto Axa ufficializzare a Consob di avere tra le mani oltre il 2% della banca dal 9 novembre. Il pacchetto corona la soddisfazione espressa la scorsa settimana dall’amministratore delegato della compagnia parigina, Henri de Castries, per l’asse sulla bancassurance. Pieno appoggio alla maxi-acquisizione di Antonveneta anche da parte di Francesco Gaetano Caltagirone: «Sono soddisfatto, l’ho votata», ha detto l’imprenditore romano che oltre essere vicepresidente dell’istituto ne è il primo socio privato con il 3,8% alle spalle della Fondazione (58,7%). «Per il momento - ha aggiunto - è il passo per la crescita del gruppo».
Più prudente il fronte delle cooperative con cui Siena ha da tempo allentato i legami: Unicoop Firenze, cui fa capo il 2,4% del Monte, valuterà «al momento opportuno» cosa fare con la ricapitalizzazione, ha detto il presidente Turiddo Campaini senza sbilanciarsi sulla prospettiva che Unipol possa sflilarsi dal capitale di Mps, di cui detiene l’1,9 per cento.