I francesi non ce la fanno più: basta con Carlà, riprendetevela

Critiche dai media e proteste sul web: aumentano le voci contro la Bruni onnipresente in tv. La goccia che ha fatto traboccare il vaso: l'annuncio di un documentario celebrativo che sarà trasmesso da France2 il giorno di Capodanno

Parigi - «Ça suffit!», ossia basta, è l'espressione che in questi ultimi giorni del 2008 circola sempre più frequentemente in Francia a proposito di Carla Bruni, che i connazionali cominciano a guardare con sospetto e irritazione. Finiti i tempi in cui il sorriso dell’ex top model bastava a incantare decine di milioni di cittadini d’Oltralpe. Adesso Carla Bruni sembra un personaggio sopra le righe, con quella sua propensione a materializzarsi ovunque. Come una star.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è un annuncio da parte della rete televisiva pubblica France 2: l’anno vecchio dei francesi finirà con gli auguri a reti unificate del presidente Nicolas Sarkozy e quello nuovo comincerà con la trasmissione del documentario «Somebody told me about... Carla Bruni». Il titolo francese - «Quelqu’un m’a dit...» - richiama la più famosa delle canzoni cantate dalla ex modella. Il filmato è stato girato dal britannico George Scott, durante la registrazione dell'ultimo cd di Carlà.

Ma i francesi cominciano a essere stanchi. Non s’era mai vista una première dame imporsi in continuazione su giornali e canali televisivi per tirare la volata al marito nei momenti di difficoltà politica. Dopo una valanga di interviste sulle tv pubbliche e private, dopo la partecipazione ad alcune tra le più note trasmissioni delle tv straniere e la bulimia di confidenze ai rotocalchi dell’intera galassia, Carla Bruni s'identifica ormai col Capodanno dei francesi. Se il giorno si vede dal mattino, vuol dire che anche nel 2009 non perderà occasioni per entrare nelle loro case come la più efficace propagandista degli interessi politici del marito.

Le Monde critica la first lady. «Da discreta, la Bruni si fa invadente», commenta il settimanale parigino Marianne. Ma proprio questo è il punto: ormai Carla Bruni è vista come parte integrante dell’Eliseo. Non è più una cantante sbarcata per caso (anzi per amore) sul pianeta del potere. Un sito web francese parla di «overdose di Carla Bruni» e lancia un appello: «Il giorno di Capodanno boicottiamo Carla Bruni e il documentario inglese su di lei!».

Il regista britannico ha raccontato al settimanale parigino VSD la storia della pellicola. Nel luglio 2007 (prima che la Bruni conoscesse il presidente) l'ex top model accettò che venisse girato un documentario su di lei. Le riprese sono cominciate a febbraio, il mese del suo matrimonio. Nel film Carla Bruni parla a ruota libera. Ricorda quando scoprì che il padre legale Alberto Bruni Tedeschi non era quello biologico, e che il suo vero padre si chiama Maurizio Remmert (in questi giorni in vacanza con Nicolas da lui in Brasile). «Non mi ha sconvolto, no. I bambini stanno meglio quando sanno la verità». Dall’infanzia passa alla sua brillante carriera di top model, poi gli amori, il rapporto con la musica e la nuova vita all'Eliseo. Voce anche ai familiari. La mamma, Marisa Borini, parla della morte del figlio Virginio di Aids: «Credo che Carla sia quella che ha sofferto di più, erano molto vicini».