I frati pronti a cancellare l’accordo sulla moschea

(...) di terreni tra cattolici e musulmani. Non solo. Padre Gambaro spiega anche di essersi «fidato» del Comune di Genova e di chi ha già dato le autorizzazioni alla comunità islamica. Proprio mentre anche in Comune esplode la polemica. Ieri il capogruppo della Lega Nord, Edoardo Rixi, ha presentato una mozione urgente per chiedere se, alla luce della presenza dell’Ucoii, non sia il caso di «modificare il piano urbanistico al fine di rendere quell’area inutilizzabile per la realizzazione della moschea». E piuttosto ne chiede «la destinazione a verde pubblico e ad area parcheggio per i residenti.
Ecco comunque il testo del dibattito negli studi dell’«Antipatico» tra Maurizio Belpietro e Padre Gambaro, insieme ai quali era presente anche don Gianni Baget Bozzo.
BELPIETRO. Padre Gambaro, ma quindi questa iniziativa rientrerebbe in una sorta di collaborazione tra Islam e cattolicesimo?
GAMBARO. Per quanto mi riguarda, no; non è all'interno di una politica di dialogo. Il perché di questa situazione, di questa proposta, chiamiamola così, è dare una mano a un quartiere che ha un problema di tipo sociale.
BELPIETRO. Ma lei lo conosce l'imam della moschea?
GAMBARO. Sì, l'ho conosciuto, ci siamo incontrati due o tre volte.
BELPIETRO. È vero che avete buoni rapporti?
GAMBARO. È una persona molto buona, gentile e affabile come hanno scritto anche sui giornali.
BELPIETRO. Ho letto, però, su qualche giornale che lei non sapeva che dietro alla costruzione di questa moschea ci fosse l'Ucoii, così come ha scritto Magdi Allam sul Corriere della Sera. Se non sbaglio proprio lei ha detto "Be', forse allora bisogna ripensarci".
GAMBARO. Insieme ai parroci del quartiere ci siamo rincontrati su questo tema dell'Ucoii. Credo che l'arcivescovo Bagnasco abbia espresso la sua preoccupazione. Io sono molto d'accordo e, naturalmente, questo riguarda uffici ben superiori a noi, ministero degli Interni e quant'altro. Non sapevo che faceva parte dell'Ucoii. Ritenevo che, avendo avuto le autorizzazioni comunali e che fosse stato portato in sede di tavolo di trattativa dal funzionario del Comune, io ritenevo che fosse una persona...
BELPIETRO. Quindi ci potrebbe essere un ripensamento da parte vostra?
GAMBARO. Se ci sono degli elementi, naturalmente io lavoro al cento per cento in sintonia con la Curia diocesana e quindi, se ci sono dei ripensamenti a quel livello, io non posso che obbedire: ci mancherebbe altro.
BELPIETRO. Don Gianni, ma secondo lei è giusto che i musulmani di Genova abbiano una moschea?
BAGET BOZZO. Questo può essere un loro diritto, devo dire; in questo senso può essere un loro diritto. Ma devo dire che, quando costruiscono in Italia le moschee, sono un grosso problema, perché le moschee non sono luoghi di culto, sono luoghi della comunità islamica. La pratica del venerdì riguarda lo Stato islamico nel mondo. L'Islam non ha culto, non ha sacro; può pregare in qualunque luogo.(...)
BELPIETRO. Insomma, ci può essere un imam che predica anche contro l'Occidente: questo lei mi sta dicendo.
BAGET BOZZO. In tutte le moschee, non solo in quella di Genova. Il problema è che a Genova è apparsa una collaborazione della Chiesa con l'Islam come religione. Il punto è questo: una collaborazione tra religioni per fare un culto religioso. Cioè la Chiesa che è la vera religione, fonda una moschea per la Chiesa, evidentemente, non è la vera religione, come il Cristianesimo non è la vera religione per l'Islam.
(ha collaborato Valerio Barghini)