I frutti di Pacifico, tropicali e romani

Il cantante milanese presenta i brani del suo ultimo lavoro nato tutto a Fregene

Massimiliano Lussana

L’appuntamento è per questa sera, alle 22, al Piccolo Eliseo Teatro studio. Suona Pacifico. Presenta il suo album Dolci frutti tropicali, piccolo capolavoro per amatori ma persino per i cultori delle rotazioni radiofoniche: il singolo Dal giardino tropicale è un martello in onde medie e in modulazione di frequenza.
Ma la notizia non è qui. La notizia è che il concerto di stasera è la presentazione di un gioiellino musicale tutto romano. Del disco più bello dell’anno (d’accordo, siamo a febbraio, non è difficilissimo) che ha i sapori veri della cucina romana. Di un artista che nel primo disco si presentava come «Gino, papà napoletano, un quarto brasiliano, Pacifico Milano». Ed era davvero il riassunto della sua vita e delle sue origini.
Ora, quella canzone andrebbe riscritta, perché insieme a quella carta d’identità di note, stavolta ci dovrebbe essere un chiaro riferimento alla romanità ritrovata da Gino. Un tempo era il classico milanese che scendeva a Roma solo se costretto da un concerto. Poi, complici due concerti di cui abbiamo parlato solo su queste pagine, è scoppiato il grande amore: alla Palma, in una serata con trenta spettatori perché giocava la Roma in Champions, Pacifico ha affascinato Silvio Muccino, che ha convinto suo fratello Gabriele ad affidargli due splendidi brani della colonna sonora di Ricordati di me: la title-track e Il Faraone. Qualche tempo dopo, al teatro di Civitavecchia, ospite di uno splendido concerto di Samuele Bersani, Pacifico ha conquistato uno spettatore speciale: Domenico Procacci, anima e cuore della Fandango, la casa produttrice di tutto il cinema italiano che aveva qualcosa da dire negli ultimi anni.
Quel giorno, in pratica, è nato il progetto Radiofandango, l’etichetta discografica di Procacci. Che ha scelto come primo artista proprio Gino De Crescenzo, alias Pacifico. Portabandiera di una casa discografica dichiaratamente romana, anche nello spirito artigianale e capace di coccolare i suoi artisti che è la cifra stilistica dei progetti di Procacci e del suo plenipotenziario per la musica Stefano Senardi.
Il resto, l’ha fatto Fregene. Nel senso che gran parte dello splendido disco che sentiremo questa sera è nato sulla spiaggia invernale deserta del litorale romano. «Mi sono messo in macchina da Milano a Roma, facendo solo una tappa all’Elba - racconta Gino al Giornale - caricando il bagagliaio solo di strumenti e con il mio cane sul sedile. Ho scelto volutamente il mare invernale di Fregene, con le cabine scrostate e da ridipingere e i getti della doccia lasciati aperti e ghiacciati». Situazione che ha scatenato la creatività di Pacifico, che in pochi mesi ha messo in carniere cinquanta canzoni e ce ne ha messi altrettanti a limare Dolci frutti tropicali e a portarlo a dieci brani. Due dei quali contrappuntati da splendide collaborazioni: quella di Petra Magoni in Caffè, ma soprattutto quella di Samuele Bersani, il più grande talento della musica italiana di oggi, in Da qui.
Forse abbiamo esagerato con gli aggettivi, ma crediamo siano tutti meritati. E che, questa sera, al Piccolo Eliseo, lo spettacolo sia assicurato. Pacifico.