I funerali di Barbara: "Solo pianto per questo dolore"

Commozione per l'ultimo saluto alla donna e alla figlia Viola che portava in grembo. Il sacerdote: "Di fronte a un omicidio di questo tipo, persino Dio tace. Non c'è spazio per la vendetta, ma solo per il perdono"

Marsciano - Silenzio, rotto solo dalla commozione, accompagna alle 16,10, nella chiesetta di Santa Maria a Morcella, piccola frazione di Marsciano, in provincia di Perugia, l’ingresso della bara di Barbara e della piccola Viola che ancora portava in grembo. Oltre mille le persone presenti. Sono in pochi ancora a sapere dell’arresto di Roberto Spaccino, presunto assassino della donna. La camera ardente era stata aperta ieri sera alle 21,30 per i parenti più stretti. Il marito si è fermato fino alle 4 di questa note notte ed è tornato stamane intorno a mezzogiorno, poco prima dell’arresto.  In chiesa accanto alla bara di Barbara e della piccola Viola, in prima fila siede Gherardo, padre di Roberto, presunto assassino. A poca distanza la famiglia Cicioni.

L'omelia "Dinanzi alla morte il silenzio è obbligo, ma di fronte a questa morte il silenzio si impone. Occorre tacere. Persino Dio tace. Solo il pianto può interpretare il dolore inconsolabile di questa morte e non semplici grida di sdegno o giudizi troppo sommari". Così il parroco durante la sua omelia ai funerali di Barbara Cicioni che si stanno svolgendo oggi pomeriggio nella piccola chiesa di Morcella paese natio della donna. "Il pianto è inesorabile o addirittura necessario - ha proseguito il parroco durante la sua omelia - per spegnere le domande. Proviamo a togliere il punto interrogativo e a metterci quello esclamativo: per farlo occorre che il grido diventi un grido di pietà e non di vendette e di disprezzo, ma di perdono". Il parroco ha invitato poi a pregare per coloro che sono chiamati a restituire il colpevole alla giustizia. "Perché assicurino alla giustizia - ha concluso il parroco - chi ha commesso questo atroce crimine".

Applausi al feretro Un lungo applauso ha accolto all’uscita dalla chiesa la bara di Barbara Cicioni. Sopra la bara un cuscino di fiori bianchi e rosa che riporta i nomi dei due bambini della povera Barbara, Filippo e Niccolò, ma anche quello del marito Roberto. Durante la cerimonia a voler ricordare la giovane donna sono stati anche gli amici d’infanzia di Morcella, paese dove Barbara è nata e dove oggi si stanno celebrando i funerali. "Barbara era una donna forte, sempre attenta - ha detto un amico della donna durante la cerimonia -. Il destino con lei è stato crudele. In questi giorni mi sono tornate tante volte alla mente i momenti passati insieme, e abbiamo ripercorso i tanti attimi felici quando andavamo insieme in bicicletta o giocavamo a pallavolo". "A te - ha concluso l’amico rivolgendosi a Barbara - va il nostro saluto e il saluto di Morcella che ti ha visto nascere, crescere e diventare la splendida donna che eri". Dopo la cerimonia, il corpo di Barbara Cicioni sarà sepolto nel cimitero di Morcella.