I funerali degli alpini caduti Frattini: ritiro dall'estate 2011

Nella basilica di Santa Maria degli Angeli, a Roma, i funerali solenni dei quattro alpini caduti in Afghanistan:  <strong><a href="/fotogallery/funerale_alpini_12_ottobre_2010/funerale-alpini-afghanistan/id=2439-foto=1-slideshow=0">foto</a> - <a href="/video/il_funerale_alpini_morti_afghanistan/id=alpini_funerale12_10_10">video</a></strong>. Monsignor Pelvi: &quot;I quattro alpini erano in Afghanistan per difendere, aiutare e addestrare&quot;

Roma - E' il giorno dell'ultimo saluto ai quattro alpini italiani morti sabato scorso in Afghanistan a seguito di un agguato rivendicato dai talebani. Dolore e commozione nella basilica di Santa Maria degli Angeli, a Roma, dove si sono svolti i funerali solenni, celebrati dall’ordinario militare, monsignor Vincenzo Pelvi. Le quattro bare, avvolte nel tricolore, davanti all’altare. Lì accanto il caratteristico cappello piumato adagiato su un cuscinetto rosso. Sul lato destro della basilica i parenti dei caduti, assistiti dagli psicologi dell’Esercito. Nella chiesa gremita presenti le autorità dello Stato. Ma anche persone comuni. Fra loro spiccano le penne nere degli alpini. L’ingresso dei feretri nella chiesa viene accolto da un applauso.

I caduti Tutto il Paese si stringe idealmente accanto ai familiari degli alpini uccisi sabato. Dopo i funerali solenni le esequie nei rispettivi luoghi di residenza, per un altro saluto, questa volta con gli amici più stretti e i conoscenti dei caduti: il caporalmaggiore Gianmarco Manca, 32 anni, di Alghero (Sassari); il caporalmaggiore Marco Pedone, 23 anni di Gagliano del Capo (Lecce); il caporalmaggiore Sebastiano Ville, nato a Lentini (Siracusa) nel 1983; il caporalmaggiore Francesco Vannozzi, nato a Pisa nel 1984.

Le massime cariche dello Stato Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano è stato accolto sul sagrato della basilica dal presidente della Camera Gianfranco Fini e dal ministro della Difesa Ignazio La Russa. Si trovavano già in chiesa il presidente del Senato Renato Schifani, e molti altri esponenti del governo e del parlamento. L’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, David Thorne, il presidente della Corte Costituzionale Francesco Amirante.

"Nessuno neutrale di fronte alla pace" "I nostri militari - ha detto nell'omelia monsignor Vincenzo Pelvi, ordinario militare - si nutrono anche della forza delle nostre convinzioni e della consapevolezza di una strategia chiara e armonica, che le nazioni mettono in campo per un progetto di convivenza mondiale ordinata". Lo ha detto l’ordinario militare, monsignor Pelvi, durante l'omelia. "Dinanzi a tale responsabilità - ha aggiunto facendo riferimento all’impegno dei militari italiani - nessuno può restare neutrale o affidarsi a giochi di sensibilità variabili, che indeboliscono la tenuta di un impegno così delicato per la sicurezza dei popoli".

"Lì per aiutare e addestrare" "Marco, Francesco, Giammarco, Sebastiano, hanno testimoniato l’amore nel servizio ai più deboli ed emarginati, non rivendicando diritti ma rispondendo ai bisogni". Così l’ordinario militare ha ricordato i quattro alpini uccisi in Afghanistan, "profeti del bene comune, decisi a pagare di persona ciò in cui hanno creduto e per cui hanno vissuto". "Erano in Afghanistan - ha aggiunto - per difendere, aiutare, addestrare. Compito dei nostri militari, in quella martoriata terra, è il mantenimento della sicurezza, la formazione dell’esercito e della polizia afgani, la realizzazione di progetti civili come ponti, scuole, ambulatori e pozzi".

L'abbraccio di Napolitano È un capo dello Stato commosso quello che, al termine dei funerali, saluta i parenti delle vittime prima di lasciare la basilica. Napolitano si avvicina ai familiari, dietro ai carri funebri, e li saluta rivolgendo loro qualche parola di conforto, abbracciandoli e baciandoli. Poco prima l’uscita delle bare dalla basilica viene accompagnata da un applauso della gente che si trova in piazza.

Frattini: ritiro graduale dall'estate 2011 Il contingente italiano inizierà gradualmente a lasciare l’Afghanistan "nel 2011: il ritiro inizierà la prossima estate", con «l’intenzione di completarlo nel 2014". Lo dice il ministro degli Esteri Franco Frattini in una intervista a Repubblica, sottolineando che il ritiro avverrà "al tempo giusto e in totale coordinamento con gli alleati". Al vertice di Lisbona, a novembre, spiega il titolare della Farnesina, si cercherà di capire "quali criteri adottare per segnare la road map che ci porterà a trasferire il potere agli afgani".