«I furbetti del quartierino» nel mirino di Prodi

da Roma

I «furbetti del quartierino» nel mirino del centrosinistra. Romano Prodi conferma infatti di voler fare «pulizia» nella politica fiscale. «Abbiamo detto che la struttura fiscale italiana favorisce i più ricchi - ribadisce il Professore - e perciò abbiamo proposto una tassa sulle grandi fortune, che esiste in tutti i Paesi. Tuttavia chi ha una casa o un negozio da lasciare ai figli non pagherà niente. Vogliamo invece eliminare le esenzioni folli che hanno fatto sì che i furbetti del quartierino, quest’estate, si siano messi in tasca 1,2 miliardi di euro senza pagare una lira (voleva dire un euro, Professore?) di imposte. Queste cose, un governo non può tollerarle; perciò proponiamo un fisco più equo. Il centrodestra invece ci attribuisce proposte mai fatte».
Contro gli «scalatori» estivi anche Fausto Bertinotti. «Stiamo cercando di portare a livello europeo la tassazione sulle rendite che in Italia è troppo bassa. Ha consentito l’accumularsi di tanta ricchezza da poter proporre scalate alla Fiat, alla Telecom, al Corriere della Sera - dice il leader di Rifondazione - e questo non è certo ceto medio...».
Forse perché spaventato dalle reazioni di questi giorni, Prodi smentisce che l’Unione voglia modificare la tassazione dei Bot e degli altri titoli pubblici. E continua a chiedere che vengano resi noti i dati sui conti pubblici di fine 2005, ignorando apparentemente che l’Istat ha già messo in calendario per martedì prossimo, 28 marzo, il comunicato sui Conti economici trimestrali del quarto trimestre 2005. I dati sul rapporto indebitamento-Pil sono stati pubblicati il 1° marzo scorso sempre dall’Istat, quelli sul rapporto debito-Pil, invece, nell’ultimo Bollettino economico di Bankitalia.
«Il nervosismo con cui Prodi continua a dire che il centrodestra semina paura, secondo me è la riprova del fatto che sul tema fiscale è in grave difficoltà», commenta Gianfranco Fini. La proposta di ridurre di 5 punti il cuneo fiscale-contributivo per le imprese, significa reperire 10 miliardi di risorse nuove, «e quando gli chiedono dove li troverà, Prodi annaspa: per raggiungere quella cifra, bisogna infatti tassare anche i piccoli patrimoni», osserva il vicepresidente del Consiglio. O Prodi ammette i sacrifici in arrivo per gli italiani, o è meglio che cambi programma, dice Giorgio La Malfa. «Prodi è in piena confusione - attacca il vice-coordinatore di Forza Italia Fabrizio Cicchitto - perché l’unica sua proposta programmatica, la riduzione dei cinque punti di cuneo, può essere realizzata solo con un forte aumento della pressione fiscale, confermata peraltro da Vincenzo Visco». Le assicurazioni di Prodi sui Bot contrastano con il suo programma e con quanto lo stesso candidato dell’Unione ha dichiarato al convegno confindustriale di Vicenza, aggiunge il portavoce di Palazzo Chigi, Paolo Bonaiuti.
«Prodi prepara la stangata sul ceto medio - sostiene Pierferdinando Casini -, sui risparmi e sulle case. Dice: abbassiamo l’Ici ma aumentiamo gli estimi catastali. Con una mano dà, con l’altra toglie», spiega il presidente della Camera.