I furgoni Citroën fra tradizione e innovazione

La specializzazione della casa francese nel trasporto leggero è lunga quasi un secolo. Gamma su misura per tutte le esigenze

Lino Ceccarelli

Tra i grandi costruttori, Citroën si segnala già nel 1919, nell’allora sconosciuto segmento di prodotto, trasformando la popolare primogenita Type A 1.300 cc da 18 cv in un furgone cassonato da 300 kg di carico utile. Nel 1922, con telaio e meccanica della B2, la casa propone le prime camionnettes, la Normande, una sola porta, piano di carico con fiancate di legno e tetto di tela, e la Boulangère con capote fissa, in comune il cassone di un metro e 40 di lunghezza e il portellone ad apertura totale.
La B12 del 1925, carrozzeria in acciaio e freni alle quattro ruote, motore di 1.452 cc da 20 cv, è la prima Citroën con doppia destinazione d’uso: la torpédo commerciale può contare su un volume di carico di 1.000 kg. Un anno dopo, il trasporto leggero beneficia della prima utilitaria francese a cabina chiusa con l’introduzione della B15, che si affianca alla B14 1.5 da 22 cv. Al Salone di Parigi del ’28 i francesi presentano la C4 di 1.628 cc da 30 cv, anche in versione camionnette a tre volumi con un’opzione di carico di 500 kg, successivamente offerta nella soluzione a due volumi. Nel 1939 ecco il TUB 11 (Traction Utilitaire Baisse), monovolume capostipite della serie dei furgoni disegnato da Fernand Genéve: portellone posteriore e porta laterale scorrevole, massima capacità di carico, motore quattro cilindri di 1.911 cc da 42 cv. Subito dopo la Seconda guerra, Citroën affida al talento di Pierre Franchiset l’interpretazione di un più moderno e funzionale van multiuso, il Type H messo in vendita nel 1947, solo esteticamente diverso dal Tub per via del motore sporgente.
Di questo veicolo commerciale, definito l’utilitario per eccellenza, ne saranno prodotti fino al 1981 quasi mezzo milione. Il Type H passa alla storia per gli innumerevoli e spettacolari interventi di cui è protagonista con i pompieri di Francia. Un altro furgone di più grande diffusione (1.246.306 unità in 27 anni) vede la luce nel 1951: è la versione fourgonnette della popolare 2 CV di 375 cc, inventata, insieme alla Traction Avant e alla DS, dal geniale André Lefebvre. Sempre in ambito di minivan, ecco pronta l’Acadiane a sostituire la 2 CV quando è ancora sul mercato. La nuova fourgonnette, motore della Dyane di 602 cc da 29 cv per 100 orari, volume di carico portato da 170 a 227 litri, è prodotta per nove anni negli stabilimenti Citroën Hispania in oltre 250mila esemplari. Intanto, nel 1974 fa la sua apparizione il C 35, prodotto in joint con Fiat, e nel 1981 è il momento del più ambizioso C 25, progettato, fabbricato e commercializzato in comune da Citroën (suoi il cambio e il motore diesel), Peugeot e Fiat (lo chiama Ducato). Nel 1984 è la volta dell’utilitario C 15 su base Visa, capacità di carico di 570 kg, motori benzina di 1.124 cc da 47 cv e diesel di 1769 cc da 60 cv. Al Salone del veicolo Commerciale di Ginevra, nel 1994, arriva il Jumper, che va a posizionarsi nel segmento dei furgoni medi e grandi da 2,7 a 3,5 t. È un altro frutto della collaborazione industriale con Peugeot e Fiat, la stessa che nel 1995 dà vita al Jumpy, utilitario compatto, funzionale e polivalente, carico massimo di 815 kg e volume utile di 4 metri cubi, motori 1.6 benzina, 1.9 diesel e 1.9 turbodiesel. Nel 1997 entra in listino un altro commerciale leggero di successo, l’innovativo Berlingo 1.4 benzina e 1.9 diesel, con una cabina di guida e di lavoro che non teme confronti con quella di una berlina di media cilindrata. Dopo 785mila unità vendute, è tuttora assai richiesto. A completare la gamma vi sono, inoltre, le versioni van di C2, C3 e C4.