I Garrone disertano lo «scempio» di Marassi

(...) dal punto di vista organizzativo, non sia mai portata alla ribalta della società. Solo azionista e consigliere d’amministrazione: cosa vige nella Samp? Un maschilismo spinto? Conoscendo Edoardo diremmo proprio di no. E allora perché mai Monica Mondini ha come compito quello di sedersi, alla domenica, accanto al presidente e scomparire, per il resto del tempo, dalla vita della società? Donne che hanno idee e suggerimenti da dare ve ne sono tante e Monica potrebbe essere una di queste: magari avrebbe potuto suggerire un allenatore diverso per una Samp che voleva tornare subito in serie A, magari avrebbe potuto suggerire un terzino destro interessante, magari avrebbe potuto spiegare che alla squadra mancava un «cervello», eccetera, eccetera ... Ma, al contrario, almeno a quanto appare, il suo ruolo è sempre stato quello di nobilitare la tribuna vip. Un po’ poco per una azionista del suo peso.
Ma un altro interrogativo è venuto spontaneo domenica e riguarda il vice presidente della società, Fabrizio Parodi. Anche lui, domenica, presente accanto a Monica (quasi fossero, miracolosamente incarnatisi nei due Garrone) e sempre attento alle vicende blucerchiate, ma, se così si può dire, sempre abbastanza in disparte. Perché mai? Parodi, non si dimentichi, a parte il ruolo che ha nello scenario economico genovese e internazionale (uomo di spicco nel mondo dei trasporti, conosciuto in tutti i continenti), è un manager, anche sportivo, di primissimo piano. È stato lui, infatti, insieme ad altri giovani imprenditori (Berti Riboli, Solari, Gallo...) a lanciare anni fa la Pro Recco, con una spinta organizzativa eccezionale, tantoché da allora è partita la rinascita della pallanuoto recchese. Uomo di grande esperienza manageriale, eppure anche lui, chissà perché, lasciato un po’ ai margini. Mai una sua intervista, mai una sua apparizione, sempre correttamente (da parte sua) discreto, nelle parole e negli atteggiamenti. Sia chiaro, sono queste semplici riflessioni di un pomeriggio triste, suscitate da certi «vuoti» presidenziali, senza voler contestare alcuno, benché mai la dirigenza blucerchiata. Però visto che si dice sempre che le società di calcio hanno bisogno di nuove idee, di apporti concreti e intelligenti, invece di andare «fuori le mura» a cercarli sarebbe interessante guardarsi fra le proprie di mura. Perché forse qualche «suggeritore amico (ma «vero» amico) potrebbe anche saltare fuori: magari di nome Monica o Fabrizio...