I Garrone al Secolo XIX: «Ci denigra» «Siete ridicoli: alzate la tensione voi»

Finale di stagione al vetriolo per la Sampdoria finita rovinosamente in B. Ma che non vuole sentirsi insultare. Né tantomeno leggere certe interviste sulle pagine sportive del quotidiano cittadino, il Secolo XIX, che cerca di indagare sui motivi di una parabola discendente che sembrava impossibile all’inizio del campionato, anche sentendo testimoni “foresti“ come il bolognese Longo.
E così, ieri, probabilmente ignorando la prassi per cui sottolineare nel bene e nel male una notizia è come darla due volte, i Garrone sono intervenuti a tinte forti contro il Secolo parlando di «una campagna denigratoria» nei confronti della Sampdoria». A scatenare la polemica un’intervista, nelle pagine sportive del quotidiano genovese, all’ex dirigente del Bologna Carmine Longo. «In un momento in cui la situazione ambientale richiederebbe un abbassamento dei toni - scrive in una nota il presidente della Samp, Riccardo Garrone - il comportamento del Secolo XIX rischia, al contrario, di creare nuove turbative e alimentare ulteriori tensioni». Per questo, aggiunge Garrone, «sto valutando di tutelare l’immagine della Sampdoria e dei suoi collaboratori nelle sedi opportune».
Ma il Secolo non ci sta, e rilancia. «Descrivendo la pura e semplice cronaca come un’inesistente campagna denigratoria - è la replica della direzione del quotidiano - Riccardo Garrone cade nel ridicolo». E rischia «di alzare la tensione e di fomentare episodi spiacevoli dei quali il Secolo XIX riterrà lui e la società direttamente responsabili». Sulla vicenda è intervenuta anche l’associazione ligure dei giornalisti. Secondo Marcello Zinola, segretario dell’associazione, la nota del presidente della Sampdoria contro il Secolo XIX «conferma un modo di pensare e di agire inaccettabile».
«In passato - ricorda Zinola - la Samp laciò fuori dai cancelli del campo di allenamento giornalisti sgraditi di Primo Canale, non gradì le cronache su un paio di procedimenti della giustizia sportiva che interessavano la società. Oggi - prosegue il segretario dell’associazione giornalisti - non gradisce e paventa iniziative giudiziarie per cronache e interviste altrettanto sgradite del Secolo XIX. Se ne faccia una ragione il presidente Garrone e ricordi, come sempre, un antico detto: la penna è più forte della spada. Nel vivere quotidiano come nel calcio. Magari sarà necessario un po’ di tempo - conclude - ma alla fine la penna piega o toglie la punta alla spada».