"I gay del Colosseo facevano sesso"

Nel giorno del "kiss in", manifestazione contro i carabinieri, il verbale svela il vero motivo dell’intervento dei militari in via San Giovanni in Laterano. Giovedì notte il 112 aveva ricevuto decine di segnalazioni: i due si erano appartati per avere un rapporto orale

Adesso la vicenda del bacio gay nei pressi del Colosseo rischia di diventare un boomerang per la comunità omosessuale. Nello stesso giorno in cui si è celebrato il «kiss in» indetto dal Circolo Mario Mieli per protestare contro i carabinieri «colpevoli», a dire dei manifestanti, di pregiudizi omofobi, dal verbale della denuncia vengono fuori nuovi particolari sulla vicenda. Particolari piccanti. E le prime dichiarazioni dell’Arma («atto inequivocabilmente osceno») acquistano altra forza.

La notte tra il 26 e il 27 luglio, all’una e 42 come si legge nel verbale dei carabinieri, una pattuglia sorprende due giovani intenti a un «rapporto orale» sulle scalette che portano da via San Giovanni in Laterano al Colosseo. Pantaloni e slip abbassati, genitali bene in vista e situazione non equivocabile. Altro che bacio, dunque. La ricostruzione dei carabinieri consegnata al magistrato è precisa. E indica il perché della denuncia per «atti osceni in luogo pubblico» (articolo 527 del codice penale) contro i due omosessuali. Roberto L., 27 anni di Roma, e Michele M., 35 anni di Lecce, erano intenti a un rapporto orale in una zona frequentatissima, specialmente d’estate. «Avevano slip e pantaloni scesi», nel burocratico linguaggio dell’Arma. E per questo motivo i due sono stati condotti in caserma per un primo interrogatorio, denunciati e poi rimessi in libertà. Non solo. I carabinieri raccontano di aver ricevuto numerose segnalazioni quella notte. Sono state quasi una decina le telefonate di cittadini e residenti della strada che protestavano per quanto accadeva.

Alla luce del verbale, dunque, assumono tutt’altro aspetto le dichiarazioni di esponenti del centrosinistra e del mondo omosessuale che, appena appresa la notizia, l’hanno utilizzata contro l’Arma in nome della discriminazione sessuale. Da qui le due manifestazioni organizzate per il «bacio libero» (non senza polemiche interne tra i due gruppi), la prima ieri sera dal Circolo Mieli e la seconda giovedì 2 dall’Arcigay.

Una trentina di coppie arrivate ieri alle 22 in via San Giovanni in Laterano per partecipare al sit-in. Un piccolo Gay pride fuori stagione: qualche bandiera colorati, baci appassionati, ma nessuno slogan contro i carabinieri.

Continua intanto la polemica politica. Alla manifestazione del 2 agosto, ha annunciato l’Arcigay, parteciperanno anche il sottosegretario al ministero della Famiglia Chiara Acciarini, il giornalista Alessandro Cecchi Paone, i deputati Franco Grillini (Sd) e Roberto D’Elia (RnP) e il senatore dei Verdi Gianpaolo Silvestri. «Nessun bacio e quindi nessuna discriminazione - ha commentato il presidente dei deputati Udc Luca Volonté -. Né per i baci, né per gli atti osceni, con mostra dei propri organi genitali in attività pseudosessuali in pubblico. I ministri Ferrero e Pecoraro in buona fede hanno commentato senza conoscere il reato contestato».
Prossima puntata del tormentone dell’estate 2007 giovedì 2 agosto con la seconda manifestazione per il «bacio libero».