I «gemelli» ancora in gol e la Samp guarda a sinistra

(...) per raggiungere l'agognata quota 40 e per guardare alla parte sinistra della classifica con meno diffidenza. Il Palermo e il settimo posto ventilato dal mister di San Vincenzo in tempi non sospetti distano solo 6 punti e provarci, adesso, costa davvero poco. Il Doria pratico e concreto del primo tempo, d'altronde, capace di portarsi in doppio vantaggio e passeggiare sulle rovine della formazione di De Canio, ha dimostrato in questo girone di ritorno di sapersela giocare con chiunque; quello evanescente e rinunciatario della ripresa, in grado - nella sagra del rigore dato e non dato - di rivitalizzare un avversario al tappeto, lascia ancora qualche dubbio, più che altro in chiave Inter-Coppa Italia, quando la qualificazione bisognerà sudarsela e i nervi saldi serviranno per davvero.
Castellazzi voto 6,5. Si guadagna la pagnotta intuendo il penalty di Caserta e negando il pari a Schiavi ad una manciata di minuti dal fischio finale.
Lucchini voto 6. Di testa sono tutte sue. E, nelle verdi praterie salentine, si concede persino una delle rare sortite offensive dei suoi due campionati genovesi. (30' s.t.) Ferri voto 6. Ferri 2, il ritorno. Se la penuria in retroguardia dovesse continuare, ci sarà ancora bisogno di lui.
Gastaldello voto 6. Di riffa e di raffa si guadagna la sufficienza.
Accardi voto 5. Papadopoulos lo invita ad un sirtaki, Pietro glielo concede cordialmente e riassesta il Lecce sui binari di una partita che all'intervallo pareva già al capolinea.
Padalino voto 5,5. Attenta e diligente, l'ala destra del Canton Ticino rischia di rovinare tutto a metà ripresa quando spinge Konan appena dentro l'area. Per fortuna sua e del Doria, Dondarini ammonisce l'ivoriano... (22' s.t.) Ziegler voto 6. Puntuale: il passaporto rossocrociato parla chiaro.
Sammarco voto 5,5. Come consuetudine, segue l'andamento della squadra: brillante al principio, opaco col far della gara.
Palombo voto 5,5. Lì in mezzo, nella pochezza tecnica della mediana giallorossa, un tipo come il Capitano dovrebbe dettare legge. Di contro, si limita all'ordinaria amministrazione.
Franceschini voto 6. Un fendente di testa di Castillo finirebbe alle spalle di tutti. Appostato sulla linea di porta, l'ex di giornata salva baracca e burattini dall'ennesimo 2-2 in rimonta.
Pieri voto 7. Come la signora Fletcher quando si parla di delitti, c'è sempre di mezzo il buon Mirko nelle azioni decisive di questo turno pre-pasquale. È suo l'assist per Pazzini per lo 0-1, entra nell'azione del rigore del raddoppio e si guadagna il penalty che chiude i giochi. Prezzemolino.
Pazzini voto 6. Non si spreca più di tanto, ma da bomber di razza qual è non perdona Benussi alla prima occasione e va a segnare il dodicesimo centro in 14 partite in blucerchiato.
Cassano voto 6,5. È il suo vero derby, quello di bambino cresciuto a pane e pallone nei vicoli di Barivecchia ed esploso con la maglia dei galletti. E si capisce subito. La curva giallorossa lo fischia e lo insulta, Schiavi&co. lo massacrano, Giacomazzi lo graffia addirittura. Lui, Peter Pan, risponde a modo suo, a muso duro, segnando con freddezza i due tiri dal dischetto. (43' s.t.) Marilungo s.v.. Gettone buono per le statistiche.
Mazzarri voto 5,5. Spigliata, decisa, intraprendente, la sua Sampdoria domina in lungo e in largo il primo tempo per poi assopirsi inspiegabilmente nel secondo. Perché?
Dondarini voto 5. Vede bene in occasione del mani di Vives, del doppio giallo a Giacomazzi e dell'atterramento di Schiavi su Pieri. I salentini, però, chiedono rigori come se piovesse e il fischietto di Finale Emilia assegna quello meno evidente di tutti.