"I genitori di Chiara, esempio di dignità"

Il parroco del paese: "È una famiglia che sta portando un peso di dolore che va rispettato"

Garlasco - «L’ho detto fin dal primo giorno, i genitori di Chiara stanno portando questo peso con una dignità indescrivibile». Parole del parroco di Garlasco, don Giorgio Amiotti, poco prima della celebrazione della messa domenicale, rispondendo ad alcuni cronisti che gli hanno chiesto un commento sull’atteggiamento dei coniugi Poggi che il 13 agosto scorso hanno perso la loro figlia.. «È una famiglia - ha aggiunto il sacerdote - che non conosco da vicino, ma sta dimostrando un senso del dolore che deve essere rispettato».

Il parroco della chiesa principale di Garlasco, Beata Vergine Assunta, lo stesso che il 18 agosto ha celebrato i funerali di Chiara Poggi, ha poi commentato il giallo che gente del paese sta vivendo. «La comunità sta vivendo una tragedia - ha detto don Giorgio Amiotti -, ma per chi è cristiano in fondo alla tragedia c’è una speranza, che è il bene ultimo, la parola del Cristo che sentiremo alla fine dei tempi. In questo momento abbiamo bisogno di una parola in più».

Infine il parroco ha voluto escludere che in città si stia diffondendo una paura incontrollata in conseguenza dell’omicidio di Chiara. «Non c’è paura - ha assicurato il sacerdote - sennò dovremmo aver paura di tutto e di tutti. Certo c’è molto sconcerto ma non per paura dell’assassinio ma di chi non ha rispetto per la dignità dell’uomo».

E ieri, dopo aver cercato in ogni modo di evitare la solita folla di fotografi e giornalisti, qualche parola l’ha detta anche il papà della ragazza assassinata. Tre giorni fa, con la moglie, proprio lui aveva accompagnato il fidanzato di Chiara, ma soprattutto l’unico indagato per il delitto, sulla tomba della ragazza. Qualcuno gli ha domandato se continua ad aver fiducia in Alberto Stasi, a considerarlo estraneo al barbaro omicidio della figlia. E l’uomo ha risposto così, seccamente: «Finché non c’è un colpevole, per me sono tutti colpevoli».

Sempre ieri si sono fatte vedere al cimitero le «discusse» cugine della vittima, le gemelle Stefania e Paola Cappa. Le due ragazze, salite alla ribalta della cronaca per la famosa «foto a tre» con la vittima, risultata poi un fotomontaggio, sono rimaste pochi minuti al cimitero e poi se ne sono andate con la loro Smart. Stavolta senza parlare.