I genitori dei condannati: «Non finisce qui...»

Accuse ai giudici: «Pronti i ricorsi. Siamo stati tenuti fuori alla lettura del dispositivo»

Enrico Lagattolla

Rabbia. «Mi vergogno di questi giudici». Dolore. «Se questa è l’Italia, provo una profonda tristezza». Sconcerto. «Non riesco a parlare, questi ragazzi vi sembrano terroristi?». Poco o nulla divide i genitori degli imputati, nemmeno dopo la lettura della sentenza. «Devastante». Assolti o condannati i figli, tutti assicurano che non finisce qui. «Faremo immediatamente ricorso».
Una giornata di sdegno, iniziato fuori dall’aula del tribunale. Chiusa, anche per loro. «Non abbiamo potuto assistere alla lettura del dispositivo - dice Carlo Pagani, dopo che suo figlio è stato condannato -. Avevamo chiesto al gup attraverso gli avvocati una cosa di buon senso. Il tentativo era di mediare. Abbiamo chiesto che facessero entrare almeno i genitori, e invece niente». «È così assurdo che noi genitori, che eravamo all’ingresso, non abbiamo potuto assistere alla lettura della sentenza - prosegue un altro genitore -. Questo significa che il giudice o aveva paura o si vergognava della sentenza, perché ha dato condanne a 4 anni senza aver prove contro gli imputati». Ma la giornata è proseguita anche peggio.
Quindi, la decisione di scrivere una lettera al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al presidente del Senato Franco Marini, al presidente della Camera Fausto Bertinotti e al guardasigilli Clemente Mastella. «La lettura della sentenza - scrivono - ci ha confermato i timori che, in questi quattro mesi, abbiamo più volte manifestato. Condannare delle persone a 4 anni senza prove per concorso morale in devastazione e saccheggio ci fa rabbrividire, non solo come genitori ma anche come cittadini. Siamo molto preoccupati per una sentenza devastante per la nostra Costituzione e che va contro i diritti della persona. Continueremo a lottare perché sia fatta giustizia».
Continueranno. «Faremo ricorso immediatamente. Mio figlio è rimasto in carcere, mentre altri criminali sono fuori. Mi vergogno del fatto che ci siano dei giudici che dicono che mio figlio e questi ragazzi inquinano le prove, sono pericolosi socialmente, disprezzano la vita umana e possono reiterare il reato, quando leggiamo sui giornali che i signori del Sismi e il signor principe di Savoia a pochi giorni dagli arresti sono ritornati liberi. Il giorno in cui la politica denuncerà questa ingiustizia, ne riparleremo». Ancora, «è stato usato un criterio assurdo per condannarli, sulla base di foto che non dimostrano nulla. Hanno infierito su ragazzi che non hanno fatto niente». Un coro unanime. «È stata fatta una cosa all’italiana - dice una madre -. Sono stati condannati a 4 anni quelli di cui c’erano le foto. Assolti gli altri. Ora ci sarà l’appello, ma resta il fatto che non può passare una condanna a 4 anni solo per tre foto che dicono che eri presente lì senza fare niente e senza essere travisato». «La cosa positiva è che oggi nostra figlia verrà a casa. Però resta il fatto che è stata condannata per tre foto in cui non faceva niente».
Qualcun altro non ha voglia di parlare. Lacrime miste a rabbia. Poco o nulla divide i genitori degli imputati. Una cosa è certa per tutti. «Non finisce qui».