I genitori di Delfino scrivono ai Multari

Ma i familiari della giovane uccisa a Sanremo non aprono la lettera: «Potevano pensarci prima»

Loro non vogliono nemmeno aprirla. La lettera di solidarietà che i genitori di Luca Delfino, il trentenne che il 10 agosto scorso ha ucciso a coltellate in mezzo alla strada a Sanremo l’ex fidanzata Maria Antonietta Multari, hanno inviato ai genitori della ragazza è rimasta chiusa. «E tale rimarrà», hanno dichiarato Rocco e Rosa Multari, straziati dalla morte della figlia. Una morte ampiamente annunciata, continuano a insistere i famigliari della ragazza, che aveva denunciato più volte le aggressioni dell’ex compagno e che nonostante ciò non ha avuto tutela.
A scatenare la furia omicida del giovane, l’ennesimo rifiuto della ragazza a tornare insieme. Eppure Luca Delfino, era già stato indicato come fortemente sospettato di un altro efferato delitto, quello di Luciana Biggi, una ragazza genovese morta per una coltellata alla gola nella notte tra il 27 e il 28 aprile del 2006 nei vicoli di Genova, dopo una serata trascorsa con lui. Sono note al pubblico le polemiche sorte in seguito alla decisione della magistratura genovese di non procedere al fermo del giovane nonostante le prove raccolte dalla squadra mobile di Genova. Ora i genitori di Maria Antonietta chiedono giustizia (e non vendetta) per la scarsa tempestività con cui sono stati presi in considerazione gli esposti per molestie presentati dalla figlia e contro la veloce scarcerazione di Delfino, in merito al primo delitto. Ora la lettera dei genitori del giovane. «Potevano pensarci prima a noi - ha affermato il papà Rocco - ora è troppo tardi».