I genitori fanno troppe domande e l’assessore alla scuola fugge

Quattrocento persone inferocite ed un assessore in fuga. Incalza la protesta delle famiglie degli studenti alle succursali dei licei scientifici di Genova «Cassini» e «Da Vinci». Seicento alunni che dal prossimo anno scolastico dovranno raccogliere i loro zaini e trasferirsi, loro malgrado, nella sede dello scientifico del Convitto «Colombo». Lo stabilisce il piano di dimensionamento scolastico della Regione Liguria firmato dall’assessore all’istruzione Massimiliano Costa. Lo conferma la Provincia di Genova sulle cui indicazioni si è basata la delibera della giunta di De Ferrari. Tutto stabilito, tutto deciso: con il prossimo settembre via ai traslochi per salvare una scuola, l’istituto Colombo, che ormai raccoglie solo quaranta alunni su cinque anni di corsi. Più logico, secondo gli amministratori della Provincia di Genova, spostare seicento studenti invece di quaranta.
Ma sarà dura per gli enti locali liguri mettere a regime quanto deciso dopo l’assemblea che si è tenuta ieri mattina nella sede del liceo Leonardo Da Vinci. Genitori, studenti ed insegnanti hanno fatto blocco comune contro questa decisione «per evitare che i nostri figli debbano rinunciare ad un’offerta formativa decisamente all’altezza per finire in una scuola che, visti i numeri, è stata bocciata dalla gente» commenta Monica Simoni presidente del comitato genitori del «Da Vinci». «Se il “Colombo” ha più pochi iscritti un motivo ci sarà. Probabilmente dal punto di vista didattico non convince. Si tratta di una scelta sbalorditiva e di scarsa razionalità che non subiamo passivamente - continua Simoni-. La nostra protesta proseguirà fino a quando non avremo delle risposte sulla decisione presa». Risposte chiare, appunto. Quelle che non è riuscita a fornire l’assessore provinciale all’Istruzione Manuela Cappello messa in fuga dalla protesta delle quattrocento persone del «Da Vinci». O meglio, messa in fuga dal fatto che non è stata in grado di rispondere alle domande dell’assemblea. «Si è trincerata dietro alla circostanza che la delega alle scuole l’ha raccolta solo pochi mesi. Da lei ci aspettavamo delle rassicurazioni ed invece è fuggita. Uno spettacolo poco decoroso che da un amministratore non ti aspetti». «Ero lì in qualità di presidente del consiglio d’istituto delle scuole medie “Bertani- Rossini” - racconta Lilli Lauro, consigliere comunale della Lista Biasotti-. Ero lì perché i genitori mi hanno chiesto di partecipare . Così quando l’assessore mi ha visto ne ha approfittato per trovare la scusa e andarsene. Atteggiamento vergognoso».
Nessuna sensibilità da parte di palazzo Spinola e il fronte a sostegno delle succursali di via Peschiera e largo Giardino è pronto a battere ogni strada possibile. Anche perché corpo docente e famiglie provano a farsi forza con una lettera scritta dalla Direzione Regionale Scolastica e firmata dal provveditore Attilio Massara: «(...) Solo le prime classi che avrebbero dovuto essere attivate per l’anno scolastico 2009/10 presso le succursali entreranno a far parte dell’organico del liceo annesso al Convitto (...)». Impugnando questa lettera il comitato farà ricorso al Tar, preparerà un esposto alla Magistratura perché faccia chiarezza sulla volontà degli assessori Massimiliano Costa e Manuela Cappello di mantenere in vita il liceo scientifico Colombo. Contestualmente si partirà con la sensibilizzazione verso le tutte le forze politiche perché si occupino del caso e possano portare il confronto in consiglio provinciale e regionale. Almeno da lì la Cappello non potrà fuggire. E magari dovrà anche fornire risposte.