I genitori della Parini non vogliono la preside e scrivono al ministro

La dirigente dovrebbe tornare a scuola in luglio per decisione dell’Ufficio scolastico

Una storia di antipatia o come si suol dire in gergo scolastico di «incompatibilità ambientale». Da una parte la preside, Luciana Di Nunzio, dall’altra la scuola media Parini che in massa (genitori, insegnanti, personale non docente) ne chiede il trasferimento. Succede un anno fa. La preside viene trasferita all’istituto Monteverdi-Colorni ma fa ricorso per tornare alla Parini. Dove, per effetto di una conciliazione tra l’Ufficio scolastico regionale, rappresentato dall’Avvocatura di Stato, e la dirigente, dovrebbe tornare a partire dal prossimo 10 luglio. I genitori non ci stanno. Si sono riuniti in trecento per protestare e chiedere spiegazioni al Ministro e al Direttore dell’Ufficio scolastico.
«Non capiamo perché, decidendo di firmare la conciliazione, la Direzione regionale, in persona del dottor Dutto, abbia ritenuto siano venute meno le ragioni che avevano portato alla decisione di allontanare la dirigente dalla scuola». La Di Nunzio è stata quattro anni all’istituto Rossari-Castiglioni. Le mamme ricordano: «Non c’era un clima sereno; ci sono state ripetute ispezioni ministeriali. Ha lasciato una situazione contabile in segreteria assai confusa che è stata risolta soltanto grazie agli interventi esterni. Il risultato è stata la perdita di iscritti sia alle elementari che alle medie. Questa perdita ha subito un arresto solo quest’anno dopo l’insediamento del nuovo dirigente. Per la prima volta, dopo anni, gli iscritti sono cresciuti del 30 per cento».
La preside dal canto suo si difende: «Non capisco le ragioni di questa persecuzione. Sono sempre stata una persona onesta e ho svolto il mio lavoro con serietà». Intanto i genitori stanno raccogliendo le firme da inviare al ministro dell’Istruzione e al Direttore scolastico regionale.