I genoani antiGasp, veri nemici del Grifone

(...) ascoltare alcune di quelle critiche, farsi travolgere da una città che ha trattato un grande allenatore come Spalletti come lo scemo del villaggio e idolatrato Novellino, sempre lui, il signore che veleggia nei bassifondi della classifica, e che non faceva giocare Doni o, ma guarda un po’, Borriello. E anche questa è storia. Del resto, è la stessa città che storceva il naso quando Beppe Marotta ha firmato il capolavoro assoluto del calciomercato: far venire Cassano a Genova facendo pagare gran parte dell’ingaggio al Real. Poi, è bastata un’oretta di gioco di Antonio per vedere il calcio allo stato puro.
Insomma, Gasperini non deve fare altro che Gasperini. Pensare a giocar bene e solo dopo a vincere. É la miglior ricetta per vincere.
É la miglior ricetta anche per Genova: pensare a volare alto, non avere paura di sognare. Per non annegare nel fondoclassifica della mediocrità (non calcistica), troppo spesso l’unica unità di misura conosciuta alle nostre latitudini.