I genovesi firmano per onorare l’eroe

Oltre mille e duecento firme. Ed è solo il primo giorno. È stata, dunque, immediatamente convinta e solidale l’adesione dei cittadini genovesi alla raccolta firme promossa ieri in Largo XII Ottobre da Alleanza nazionale per sollecitare il Comune a intitolare una strada o una piazza della città a Fabrizio Quattrocchi, e per chiedere alle istituzioni nazionali di conferire una medaglia d’oro alla memoria al bodyguard genovese ucciso in Irak da criminali fondamentalisti islamici. Fra i primi a recarsi a sottoscrivere il duplice appello di An - volutamente riportato su fogli privi dell’intestazione del partito, per dare carattere generale all’iniziativa - sono stati il consigliere provinciale di Forza Italia, Lorenzo Zito, e l’assessore diessino nella giunta di Palazzo Spinola Eugenio Massolo. Ma, via via che passavano i minuti, si è fatta sempre più lunga la fila di persone, molti i giovani, in attesa di siglare i moduli che da oggi possono essere richiesti presso la Federazione genovese di Alleanza nazionale (via Macaggi 18/8, anche telefonicamente al numero 010587334), e sono anche disponibili sul sito internet www.gruppoanregioneliguria.it .
«Mi pare si possa ben dire di un segnale preciso contro i tentennamenti della giunta comunale e del sindaco Giuseppe Pericu - sottolinea il capogruppo in Regione Gianni Plinio, che ha organizzato la raccolta con il collega in consiglio comunale Gianni Bernabò Brea e il presidente provinciale di An, Alfio Barbagallo, con la collaborazione dei militanti di Azione giovani -. La gente è schietta, e ha dimostrato di condividere l’iniziativa per onorare degnamente Quattrocchi. Sarebbe veramente il colmo che, nel momento in cui gli verrà intitolata una strada a Roma o in altre città d’Italia, a Genova si inaugurasse un cippo a Carlo Giuliani». E ieri, in occasione dell’iniziativa, cittadini delle più diverse età, estrazione sociale e opinione politica hanno ancora una volta espresso il loro dissenso nei confronti dell’«insensibilità dell’amministrazione comunale e, in particolare, del sindaco, prima assente alle esequie di Quattrocchi e poi reticente sulla titolazione di una via alla sua memoria».