I genovesi preferiscono le «cronache» al cabaret italiano

Il film tratto dalla saga di Lewis sbanca tutti i botteghini vincendo la battaglia con la pellicola di Boldi e De Sica

Viviana Persiani

Da noi è conosciuta in misura minore rispetto ai paesi anglosassoni ma il cinema, certamente, rilancerà l'appeal, sul lettore, della saga de «Le cronache di Narnia», scritta da C. S. Lewis in sette volumi, il primo dei quali fu quel «Il leone, la strega e l'armadio», nei cinema dallo scorso 21 dicembre. Storie pensate per un pubblico infantile con una buona dose di valori cristiani che ben si identificano nel Leone Aslan, l'animale che in questa prima avventura si immola (salvo poi risorgere), innocente, al posto di un traditore, per salvare il popolo da distruzione certa; l'analogia con il Cristo è ben evidente. Il mondo di Narnia è abitato da personaggi mitologici come minotauri, fauni, centauri, ciclopi, immersi in una sorta di medioevo indefinito. I quattro fratelli Pevensie vi approdano passando per un armadio magico, portando le loro miserie, i loro peccati, ma anche il loro coraggio, la loro solidarietà; bene e male in perenne lotta. In questo mondo domina una strega Bianca che ha pensato bene di congelare tutto il paesaggio impedendo al Natale di arrivare. Una antica profezia identifica proprio nei quattro fratellini gli eroi predestinati a restituire la pace al popolo di Narnia; ma non sarà una passeggiata.
Il film è decisamente natalizio, nel senso che sono state ripulite le scene più cruente, per confezionare un prodotto adatto alle famiglie. I protagonisti giovani, oltretutto, mancano di carisma e non emanano simpatia. «Parole d'amore», con Richard Gere e Juliette Binoche parla di una famiglia in crisi che aggrappandosi alla sua componente più piccola cerca di sottrarsi ad un destino che sembra già scritto. La giovane Eliza ha una dote particolare: è brava a fare lo spelling delle parole, tanto da prepararsi per una competizione nazionale chiamata Spelling Bee. Di questo talento è orgoglioso il padre (Richard Gere) che fa di tutto per incoraggiare la piccola. La madre, invece, è una donna emotivamente fragile mentre il primogenito sta meditando (come non dargli torto) di salutare tutti e scappare di casa. Una casa sull'orlo di una crisi di nervi resa molto meglio sulla carta dall'omonimo romanzo di Myla Goldberg, da cui il film è tratto. Jennifer Aniston è la protagonista di «Vizi di famiglia», pellicola che prende spunto da «Il Laureato» di Mike Nichols. Al matrimonio della sorella, Jennifer scopre che la madre, una settimana prima di sposarsi era fuggita con un altro uomo salvo poi fare dietrofront. Jennifer inizia una sorta di indagine per capire, soprattutto, se l'uomo che ha accettato come suo futuro marito sia, in realtà, quello della sua vita. Una commedia simpatica, con dialoghi frizzanti ed una Aniston decisamente gran protagonista. Da consigliare.
I film più visti a Genova nell’ultima settimana:
1) Le cronache di Narnia; 2) Natale a Miami, 3) Ti amo in tutte le lingue del mondo; 4) King Kong; 5) Memorie di una geisha; 6) Harry Potter e il calice di fuoco; 7) A History of Violence; 8) Broken Flowers; 9) Vizi di famiglia; 10) Mr. e Mrs. Smith.