I geometri in una città che deve svegliarsi

Abbiamo da poco ripreso nuovamente a scrivere su queste pagine dopo mesi di assenza e cogliamo l'occasione del Santo Natale, a cui ci stiamo velocemente avvicinando, per subito formulare a tutti coloro che ci leggono ed alle loro famiglie i nostri auguri più sentiti. Vogliamo però che questi auguri siano - per noi genovesi - finalizzati tanto da individuare insieme cosa sperare da essi.
Ebbene un ulteriore anno si sta esaurendo e non è stato, ci sembra, tra i migliori se diamo retta ai "mugugni" di tutti noi; ma questi «lamenti» sono sempre frutto di fatti a noi non imputabili? Facciamo un piccolo esame di coscienza e sarà facile comprendere che anche noi abbiamo contribuito un po’ a renderci la vita più difficile. Noi geometri crediamo, come Voi, nel grande potenziale della nostra città e dell'intera regione di cui facciamo parte, ma constatiamo sempre più spesso che è frequentemente se non soffocato poco sfruttato.
Abbiamo realtà naturali, geografiche, culturali e storiche tra le più belle e significative, in Italia e forse nel mondo e non esprimiamo sufficienti capacità al loro intelligente «sfruttamento». Siamo poco propensi a dare a questi doni, che tutti ci invidiano, la giusta valorizzazione. Diciamolo apertamente, siamo poco propensi a condividere con gli altri i nostri tesori. Abbiamo avuto occasioni uniche come le Colombiane, l'elezione a città della cultura, che hanno in parte modificato il volto della città e che hanno attratto moltitudini di persone, ma che hanno avuto un seguito del tutto inadeguato rispetto agli eventi ed agli investimenti fatti. Molte, troppe cose in questa nostra meravigliosa realtà procedono con lentezza o non procedono affatto. Basti ricordare a mo' di esempio: la mancata esecuzione della «bretella» autostradale e dell'alta velocità ferroviaria, l'estenuante discussione sullo smaltimento dei rifiuti che tale da anni è rimasta, la mancata realizzazione di parcheggi programmati da tempo e di vitale importanza per il traffico cittadino, sempre più spesso in difficoltà ...
Tutte queste e tante altre opportunità non colte, non dipendono forse da noi, dai nostri «mugugni» e da coloro che ci hanno amministrato e ci amministrano?
Se tutte le iniziative, qui appena accennate, si fossero concretizzate, immaginiamo solo per un momento come sarebbe la nostra città, il suo livello di viabilità, la sua apertura all'esterno, la sua valorizzazione e lasciamo alla nostra fantasia prefigurarsi tanti altri vantaggi.
Nell'esame di coscienza che ci siamo proposti domandiamoci anche perché questo immobilismo che vede, tra l'altro, il nostro porto - un tempo il più importante del Mediterraneo - superato, non solo, turisticamente - da quelli a noi più vicino, nonostante la magnifica ristrutturazione della stazione marittima.
Noi geometri, che operiamo in questa meravigliosa città che tanto amiamo pur con tutte le sue contraddizioni, le sue lentezze, le sue individualità, il suo scarso senso collettivo e del fare insieme, vogliamo formulare l'augurio, che altro non è che una forte speranza, che tutti noi, e chi ci amministra e governa, ci convinciamo che il bene comune deve superare quello personale, e che quando si opera insieme per il vantaggio di tutti anche noi singoli ne traiamo vantaggio e che qualche sacrificio personale ben vale quando serve per l'utilità di molti. Quale miglior occasione del Santo Natale che simile augurio, che è poi in fondo di fraternità e di profonda cristianità, ci aiuti a pensare insieme, ad operare collettivamente a vedere la nostra meravigliosa realtà non come bene esclusivo nostro ma come ricchezza da condividere con il mondo intero ed operare quindi di conseguenza?
Che bello sarebbe. Speriamo e ... tanti, tanti auguri.
*Direttore responsabile de «Il geometra ligure»