I gestori: «A noi solo le briciole»

A fare il capro espiatorio per gli aumenti della benzina i gestori non ci stanno più. Da domani i benzinai faranno la loro «operazione verità» sui prezzi dei carburanti, per dimostrare che delle cifre pagate ogni giorno dagli automobilisti per il rifornimento, solo una percentuale minima passa nelle loro tasche. Su un pieno intorno a 50 euro, spiegano Faib-Confesercenti, Fegica-Cisl e Figisc-Confcommercio, 30,09 euro vanno allo Stato sotto forma di Iva e accise, 15,35 si riferiscono all’acquisto della materia prima, 4,55 corrispondono al ricavo lordo dei petrolieri e appena 1,28 euro vanno al gestore. Il margine dei distributori, sottolineano ancora le organizzazioni, è per di più fisso per ogni litro (quindi non cresce all’aumentare del prezzo) e ammonta cioè a 0,03357 euro, 65 delle vecchie lire.