I ghisa multano il figlio E lui tenta di accoltellarli

Per qualche istante i contendenti si sono affrontati all’interno del Kebab: il turco armato di coltello, i due ghisa con le pistole in mano. Poi la moglie e il figlio dello straniero si sono messi in mezzo bloccando l’energumeno che, mollata la lama, è fuggito dal retro. Grazie a un nuovo intervento dei famigliari, questa volta per fermare gli agenti. L’aggressore, H. S. di 47 anni, è stato comunque rintracciato, e arrestato per tentato omicidio, il giorno dopo, quando è tornato a casa pensando che tutto fosse finito.
Tragedia sfiorata dunque e solo per qualche centinaia di euro di multa per irregolarità nella gestione del negozio, una gastronomia turca in via Albani, tra piazzale Lotto e la Fiera. Due ghisa dell’Annonaria erano infatti passati venerdì pomeriggio per uno dei soliti controlli al Kebab di un turco di 24 anni. Niente di grave, ma qualche magagna alla fine è saltata fuori. E gli agenti hanno iniziato a stendere il verbale. In quel momento sono entrati i genitori del ragazzo e il padre ha subito dato in escandescenza. Prima con frasi del tipo «Avete rotto i c... Andate a c... Sempre qui a rompere i c...» dimostrando una perfetta conoscenza della lingua italiana. Poi la minaccia «Provate a fare ancora multe che vi faccio vedere come va a finire». Quindi al grido «Adesso basta» ha afferrato un coltellaccio con la lama da 30 centimetri e si è scagliato sugli agenti.
Gli uomini hanno provato ad arretrare, hanno estratto l’arma per difendersi quando per fortuna sono intervenuti il figlio e la moglie, una donna di 46 anni, che sono riusciti a fermare l’energumeno. L’uomo, mollato il coltello, s’è infilato nel retro inseguito dai ghisa ma è riuscito a fuggire grazie all’ostruzione dei suoi famigliari. I vigili sono andati subito a casa, al Giambellino, senza trovarlo. Passata la notte, l’uomo ha pensato che la sua «marachella» fosse finita nel dimenticatoio ed è tornato in famiglia. Ma sabato a mezzogiorno un paio di pattuglie della Polizia locale sono andate a fare un secondo controllo. Trovandolo seduto nel salotto. Questa volta, sbollita la rabbia, il turco ha pensato ben di non opporre resistenza e si è fatto portare via pacificamente. E alle 16.30 il pm di turno ha contestato il reato di tentato omicidio aggravato e ha disposto il fermo e conseguente trasferimento a San Vittore.
L’arrestato non è nuovo a intemperanze del genere. Arrivato una ventina di anni fa nel nostro Paese, inizialmente si era stabilito a Pachino, in Sicilia. Iniziando subito a rimediare denunce e arresti per lesioni, nel 1990, per tentato omicidio, nel 1994, e per rissa nel 1996. In più occasioni poi, quando era ancora clandestino, ha fornito vari alias nel corso di diversi controlli. Nel 2001 si trasferisce a Milano dove se ne sta buono per un po’ fino a incappare nuovamente nella giustizia nel 2006 per sequestro di persona. L’altro giorno l’ultima bravata.