I ghisa sul ticket d’ingresso: «Sarà un disastro»

Sindacati preoccupati: «Chi farà i controlli e come? Per ora nessuno ci ha detto nulla»

Ai vigili il ticket anti-smog non piace. Sembra un paradosso. Le critiche nei confronti del pedaggio, che dall’autunno dovrebbe arrivare per 45mila automobilisti, sono state tante. Ma che giungessero anche da chi quel pedaggio dovrebbe farlo rispettare, non era prevedibile.
Tagliando il grosso del traffico fuori dal centro, tutt’attorno si potrebbero coagulare un mare di macchine. È questa una delle preoccupazioni che serpeggiano fra gli agenti di polizia locale. «Siamo abbastanza preoccupati - dice Roberto Miglio, delegato comunale Rsu - gli input arrivati da parte dell’amministrazione sono ancora molto vaghi».
Il periodo di sperimentazione inizierà il 15 ottobre. Ma attorno alle modalità di attuazione c’è ancora una spessa cortina di nebbia. I vigili non sanno neppure chi si occuperà del controllo di questo fantomatico ticket. «Per ora sappiamo solo che dovrebbero essere disposti 41 punti di accesso alla zona limitata al traffico. Ma è ancora tutto molto incerto - continua Miglio - Chi farà i controlli? Chi venderà i ticket? A chi sarà concessa una deroga? Non ci hanno detto neppure come funzionerà la limitazione degli accessi. Per quello che ne sappiamo noi potrebbe esserci un controllo elettronico come un ponte levatoio». Ironia a parte, i ghisa sono totalmente all’oscuro di quello che succederà quest’autunno. «Molto spesso - afferma il delegato Rsu - ci comunicano i provvedimenti il giorno dopo la loro attuazione, se va bene lo veniamo a scoprire attraverso i giornali. È assurdo».
La preoccupazione maggiore però è relativa agli ingorghi che potrebbero crearsi fuori dai bastioni oppure negli stessi punti di controllo. «È un disastro annunciato - ha concluso Miglio -. Tutte le colpe ricadranno sulle nostre spalle. Immaginatevi quest’autunno, con la pioggia, tutte le macchine dei genitori che accompagnano i figli a scuola e questi “punti d’accesso“, che traffico ci sarà!».