I ghostbusters cercano Giulietta e Romeo

Nel mirino lo spettro dello scrittore che narrò la storia degli amanti
veronesi. Mistero nel vicentino: all'opera una speciale squadra di
"detective del soprannaturale"

«Espulsi dall'università di New York per scarsa serietà, tre giovani bricconi, studiosi di parapsicologia, aprono una ditta acchiappafantasmi per la disinfestazione ectoplasmatica e l'esorcismo degli spiriti maligni». È la trama di Ghostbusters (Acchiappafantasmi), film del 1984 di Ivan Reitman con Dan Aykroyd e Bill Murray: roba divertente ma irreale, come trovare un barbiere aperto di lunedì. E invece no. Pare infatti che una squadra di sei acchiappafantasmi (addirittura il doppio di quelli di Ghostbusters) siano pronti a trasferirsi dagli Stati Uniti a Montorso, in provincia di Vicenza. Che Montorso sia un «ridente paesino» non è in discussione, ma che metta talmente di buon umore gli americani da spingerli a una trasvolata oceanica, francamente è un po’ troppo. E infatti il motivo del viaggio lungo l’asse Usa-Veneto non è di carattere turistico, bensì «scientifico»; be’, sempre che in tale categoria qualcuno abbia il coraggio di inserire una controversa disciplina dal titolo «Esistenza dei fantasmi e loro individuazione». La materia - sebbene non ancora riconosciuta ufficialmente da nessun ateneo al mondo - piace però molto al mondo della fiction televisiva a stelle e strisce.

Ciò basta e avanza per dirottare dalla terra di Obama su villa Da Porto di Montorso sei acchiappaspettri, che altro non sono che gli inviati speciali del programma Ghost Hunter International, una reality a sfondo «soprannaturale» con audience da capogiro. Ma cos’ha di tanto incredibile la villa Da Porto? Nulla, se non fosse che ogni notte un fantasma si mette in salotto e comincia al leggere la «sua» novella preferita: «Giulietta e Romeo». Praticamente una tragedia. Ma chi è questo fantasma e perché ha un debole proprio per gli amanti shakespeariani? Semplice: sotto quel lenzuolo bianco che va su e giù per le scale, si nasconde l’anima inquieta di Luigi Da Porto, il narratore - ma tu guarda la combinazione - del celebre flirt tra Giulietta e Romeo. Non appena Jennifer Hutchins, produttrice della Pilgrim Film & Television di Los Angeles (casa madre di Ghost Hunters International) ha saputo della singolare coincidenza, non ha perso un attimo e, dopo aver convocato i suoi famigerati «detective del soprannaturale», gli ha detto più o meno così: «Dovrete andare in quella villa vicentina per dare un volto alla faccia sfigurata del fantasma di Luigi Da Porto.

Portate con voi sensori e armamentario tecnologico e non tornate prima di aver colto lo spettro sul fatto».
Ma chi ha dato a miss Hutchins la dritta giusta sull’anima errabonda di don Luigi Da Porto? A svelare l’arcano è Il Gazzettino che ha scovato dalle tenebre tal Vladimiro Riva, delegato della Vicenza Film Commission in stretto rapporto con gli americani della Ghost Hunters International: «Quando ho ricevuto la prima mail - spiega Riva - ho pensato immediatamente a Da Porto». Un’intuizione davvero fantascientifica. «È una storia eccezionale - replica da Los Angeles la producer Hutchins -, conto di farla approvare dal network in tempi brevi, così da poter realizzare le riprese nelle ultime due settimane di gennaio». Il tutto sarà poi trasmesso su Steel, canale digitale di Mediaset.

Spiegano i responsabili della trasmissione: «Una troupe attiverà nella villa Da Porto sofisticati sensori e telecamere ultraleggere con le quali "impressionare" le tracce lasciate dal fantasma».
Eventuali riprese sfuocate, saranno la riprova dell’esistenza dello spettro.