I giocatori firmano il «codice etico»

Un codice etico da oggi regolerà il comportamento dei giocatori blucerchiati. Ieri è stato proprio il presidente Riccardo Garrone a salire a Bogliasco per far firmare il documento alla squadra che prevede una sorta di «stile di vita» che i tesserati dovranno condurre. L'idea in realtà era nata dopo la vicenda che aveva coinvolto il giocatore della Sampdoria, poi assolto, Stefano Bettarini. Poi però il famoso codice non entrò mai in vigore. Così ieri Garrone ha proposto il documento, firmato da tutti i giocatori: ovviamente non si possono effettuare scommesse, non si può far uso di droghe e alcool, mentre non fa parte dello statuto il «regolamento di campo», quello che riguarda cioè ammonizioni, espulsioni o regole da tenere sul terreno di gioco.
A spiegare il perché dello statuto è stata proprio la società di Corte Lambruschini: «La Sampdoria. ha avvertito l'esigenza di esprimere, attraverso un Codice, gli impegni e le responsabilità etiche che la Società desidera mantenere nella conduzione della propria attività, al fine di conciliare la dimensione professionistica ed economica del Calcio con la sua valenza etica e sociale. Il Codice richiama quei valori che da sempre appartengono alla tradizione della Società, nel rispetto dello Sport e del lavoro di tutti coloro che collaborano per dare ai sostenitori della squadra le più ampie soddisfazioni sportive. Altrettanto, attraverso i valori contenuti nel Codice Etico, U.C. Sampdoria intende contribuire a confermare la propria immagine di Società di Calcio Professionistico autorevole e affidabile, garantendo la corretta impostazione dei rapporti con tutti coloro che, individui, aziende e istituzioni, sono e saranno in contatto, a qualunque titolo, con la Società stessa. Queste sono le intenzioni in forza delle quali si è addivenuti alla redazione del Codice Etico, i cui valori la Società è certa saranno da tutti i destinatari correttamente recepiti».