I giochi oggi si fanno alla Camera

Filippo Grassia

Il decreto fiscale, che accompagna la manovra finanziaria, non verrà cambiato nel passaggio alla Commissione bilancio della Camera che ha inizio questa stamattina. E il decreto contiene tutti provvedimenti riguardanti il comparto dei giochi e delle scommesse. «I tempi, divenuti molto stretti per l’iter parlamentare, complicatosi per ragioni politiche, non consentono modifiche», affermano fonti autorevoli. In questo caso non ci sarà alcuno spazio per i cosiddetti punti remoti, che prima dell’ultima stesura dovevano essere 3 per agenzia e poi sono stati azzerati: l’abrogazione appare esplicita a meno di manovre effettuate in zona Cesarini. Allo stesso tempo dovrebbe restare in vita la norma che impedisce a ciascun concessionario di essere titolare di più di 100 agenzie sul territorio nazionale. Su questa norma le interpretazioni, anticipate la scorsa settimana da il Giornale, si sprecano. E così le motivazioni che l’hanno portata alla luce. Al riguardo l’on. Manlio Contento, sottosegretario con delega ai giochi, afferma con chiarezza: «Noi non c’entriamo nulla con questa situazione. E quando dico noi, intendo il Ministero dell’Economia e l’Amministrazione dello Stato. È un provvedimento varato al di fuori della strategia del governo indipendentemente dal fatto che la chiave di lettura sia giusta o sbagliata. Non ne capisco né la genesi né gli sviluppi».
E allora chi ha voluto questa norma? E chi l’ha fatta propria al punto da inserirla all’interno della manovra finanziaria? È fuori di dubbio, ne converrà anche il lettore meno interessato alla vicenda, che il provvedimento è stato congegnato per negare a un concessionario la possibilità di avere più di 100 agenzie. Evidente il riferimento alla strategia di sviluppo che riguarda Snai e che, sia pure in misura meno rilevante, tocca pure Match Point. Ma la formulazione non è rigorosa come si converrebbe a una norma legislativa, per molti versi appare volutamente interpretativa. C’è addirittura chi afferma: «Il provvedimento è stato scritto da qualcuno che non ha una particolare competenza sotto il profilo giuridico, ma ha sicuramente una professionalità nel campo delle scommesse. Si ha l’impressione che si voglia varare una norma restrittiva per avere la possibilità di controllare più facilmente il mercato con numeri piccoli e in assenza di posizioni di leadership». A questo punto la Commissione bilancio della Camera, benché i tempi di approvazione della Finanziaria non consentano divagazioni, non sbaglierebbe a rivedere la norma nella sostanza prima e nella formulazione poi al fine di evitare l’innesco di molteplici contenziosi. La confusione nei termini fra concessioni, concessionari e agenzie è stridente. Cui prodest?
Nel frattempo il segno positivo continua ad accompagnare le scommesse sportive che, per oltre il 92%, continuano a essere imperniate sul calcio italiano ed internazionale. L’incremento del gioco sugli altri sport è forte se parametrato a se stesso, ma incide in misura risibile sui grandi numeri. E questo nonostante la presenza di sport, come il tennis, che sembrano fatti apposta per essere inseriti nel palinsesto. Con i Giochi di Torino ci sarà spazio anche per gli sport invernali. A questo proposito Gianni Petrucci ha dichiarato: «Il Coni accoglie di buon grado l’istituzionalizzazione della scommessa Big Match Sci in vista delle Olimpiadi di Torino 2006. Da ex Presidente della Federbasket non posso che essere favorevole all’avvento delle scommesse che promuovono gli eventi sportivi, al di là del calcio». Sarebbe già un grosso risultato se la percentuale di gioco sugli altri sport arrivasse presto a doppia cifra.