«I giochi di Pechino rischiano di diventare una pantomima»

«Il Tour? Non lo guardo. Il ciclismo non è credibile». E intanto è stato trovato positivo il rugbista Samuele Pace del Viadana

Un tempo si diceva: fatti, non parole. Il presidente dell’agenzia mondiale dell’antidoping (Wada), Dick Pound, decide invece di parlare, disquisire, giudicare, come se lui e l’organizzazione da lui presieduta si occupasse di altro. Come se alla Wada non spettassero i controlli, come se non toccasse a loro coordinare il lavoro delle Federazioni del mondo. Parla di tutto e soprattutto dice di tutto, al settimanale tedesco Stern.
È uno sport malato, quello contro il quale punta il suo dito accusatore Dick Pound. «Il ciclismo non ha recuperato ancora credibilità, nel calcio c'è doping e le Olimpiadi di Pechino rischiano di diventare una pantomima». Ce n’è per tutti, ed è di ieri la notizia che anche il rugby italiano finisce nella rete del doping. Un duro colpo per l’immagine e la credibilità di questo sport che fa della lealtà sportiva il proprio manifesto programmatico. La positività di Samuele Pace è uno schizzo di fango tutt’altro che piacevole, sicuramente inaspettato. Ma andiamo per ordine. È un fiume in piena Pound, che affonda la lama con mano ferma. «Il Tour va e lo schermo dovrebbe rimanere nero! I diritti? Chi paga dovrebbe dire: non siamo interessati, questa non è più una corsa ma una competizione farmacologica». E allora che fare? «Per quanto ne so, negli anni scorsi i corridori venivano testati a sorpresa alle 5 di mattina. La tappa magari cominciava a mezzogiorno: 7 ore senza controlli sono tante, prima della partenza non c'erano altri test. Non era una cosa seria».
Ma non è solo il ciclismo a finire nel tritacarne di Pound: c’è anche il calcio. Dirigenti e giocatori sostengono che nel football il doping non esista o sia una presenza marginale. «Credono veramente a quello che dicono? Un calciatore che si dopa può aumentare la sua resistenza, la sua forza e la sua capacità di recupero».
Pound accusa: il doping sta minando la credibilità dello sport tutto, ma gli sportivi fanno di tutto per dargli ragione. È di ieri l’ennesimo caso di doping: Samuele Pace, centro dell'Arix Viadana (con alcune presenze in maglia azzurra), è risultato positivo al Betametasone, un corticosteroide, dopo il controllo Coni-Nado (esame effettuato nei laboratori di Barcellona, ndr) in competizione, effettuato su richiesta della Federazione italiana rugby (Fir) in occasione della finale scudetto contro la Benetton Treviso e fa seguito ai casi di positività resi noti martedì dal Coni, del thriatleta Jean Marc Cattori, del pallanotista Michele Aurei, del decatleta Filippo Bertoldo e di due calciatori, Alessio Recchi e Florian Myrtaj.
Pound non risparmia nemmeno le Olimpiadi di Pechino. «Un anno fa, nel corso di una visita ufficiale, ho detto: sono un amico della Cina ed è giusto ascoltare un amico. Se vi presentate ai Giochi con migliaia di atleti sconosciuti e ciascuno di loro vince una medaglia, le vostre Olimpiadi non saranno un successo. Saranno un fallimento».