I Giochi volano oltre i 50 miliardi

I giochi viaggiano alla velocità della luce: nel 2007 hanno toccato la quota record di 42,5 miliardi, a fine 2008 supereranno prevedibilmente il tetto dei 50 miliardi. Di pari passo cresce il gettito fiscale che aveva già fatto registrare un aumento del 5% nell’ultimo esercizio con 11 miliardi e 861 milioni, 561 milioni in più rispetto all’anno precedente. Di questa somma colossale, pari a una doppia finanziaria, la parte del leone tocca agli apparecchi da intrattenimento che avevano fatto registrare nel 2007 una raccolta di oltre 18 miliardi nonostante la flessione autunnale dovuta al sequestro di 100mila macchinette ritenute irregolari. Ancora oggi si discute per colpa di chi visto che tutte avevano ottenuto il cosiddetto bollino blu dalle società incaricate di verificarne i requisiti per conto di Aams. Ma questo è un altro discorso che forse un giorno avrà risposta. Si prevede un movimento globale di 23 miliardi tenuto conto che a gennaio la raccolta è stata di 1.908 milioni, di cui 229 finiti nelle casse dello Stato (+22,5%) secondo i dati forniti da Agicos. Se la proiezione si manterrà stabile, il fisco incasserò poco meno di 2.800 milioni dagli apparecchi per intrattenimento: il doppio rispetto al 2005. Di qui la particolare attenzione del ministero dell’economia nei confronti di questo settore che da solo vale il 45% del mercato dei giochi.
In crescita costante anche il Gratta & Vinci e il Lotto. Nel solo mese di gennaio il Lotto ha incassato 532 milioni, 33 in più rispetto allo stesso periodo del 2007 (+6,6%), con una stima annua di 6,6 miliardi. È boom per il Gratta & Vinci: a gennaio ne sono stati venduti 15 milioni di pezzi. È un crescendo rossiniano da quando, era il giugno 2004, la gestione di questo gioco è stata assunta dal Consorzio Lotterie Nazionali: 594 milioni nel 2004, 1492 nel 2005, 3.884 nel 2006, addirittura 7.826 nel 2007 con un incremento annuo del 101,5%. Straordinaria anche la vendita dei tagliandi: erano 1,6 miliardi nel 2006, sono diventati 2,3 l’anno scorso. A fine anno si dovrebbe arrivare a 9 miliardi, e la stima è per difetto, partendo dal presupposto che a gennaio l’incasso delle Lotterie istantanee è stato di 277,8 milioni contro i 139,5 milioni dello stesso mese di gennaio 2006. In quest’ultimo periodo il prezzo medio è cresciuto da 2,4 a 3,4 euro.
È certo inoltre l’aumento delle scommesse sportive attese almeno a 3,5 miliardi (uno in più nei confronti del 2006) grazie allo sviluppo del mercato, all’apertura della nuova rete e all’incremento del palinsesto che non ha più molto da invidiare a quello del betting inglese. Se la matematica non è un’opinione, il tetto dei 50 miliardi è dietro l’angolo con benefici influssi anche per il mercato del lavoro.