Dopo i giornali anche le tv di partito finanziate per legge

Tra i primi a chiedere fondi Nessunotv, emittente legata ai senatori Debenedetti (Ds) e Zanda (Margherita). Ma si annuncia battaglia sulle regole

Anna Maria Greco

da Roma

Non solo giornali e radio di partito, ma anche televisioni satellitari che, grazie alla legge Gasparri, potranno accedere ai finanziamenti pubblici.
Le nuove norme approvate nella primavera del 2004 per il riassetto del sistema radiotelevisivo aprono, infatti, un mondo di nuove possibilità alla comunicazione politica. E in tutti gli schieramenti si è scatenata la corsa ad accaparrarsi i contributi.
Ma non sarà così facile: è vero che sulla carta l’articolo 7 della legge Gasparri equipara i canali tematici a diffusione satellitare alle radio di partito garantendo l’accesso ai fondi di Stato, però ci vorrà del tempo prima che questo possa avvenire concretamente. E non è neppure certo che questo accada. Dal Dipartimento per l’Editoria della Presidenza del Consiglio fanno sapere che ancora deve arrivare il regolamento di attuazione che permetterà l’accesso ai finanziamenti anche alle tv satellitari. E lo stesso ex-ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri, «padre» della legge, precisa che «non c’è alcun aumento di risorse, ma i contributi sono sempre quelli già stanziati per quotidiani e radio, solo che ne potranno usufruire anche le tv».
Alessio Butti, responsabile dell’Informazione di An e autore dell’emendamento che ha inserito quest’innovazione, spiega: «Fermo restando il finanziamento pubblico a un partito o a un movimento - spiega -, questi dovrà decidere se mantenere in piedi un quotidiano oppure una televisione. Ma i soldi sono gli stessi di prima, nessuno ne ha chiesti altri. Semplicemente, ci sembrava giusto ampliare le opportunità viste le difficoltà della carta stampata e le innovazioni tecnologiche con l’evoluzione delle televisioni satellitari. D’altronde, un po’ tutti i partiti hanno dimostrato interesse per alcuni canali che già fanno informazione, di centrodestra e centrosinistra, dai Ds alla Lega, dalla Margherita a Fi».
Se il finanziamento pubblico per le tv ancora è di là da venire, c’è già chi si è posizionato in testa alla fila. Per il settimanale Il mondo si tratta di «Nessunotv», la prima emittente regolarmente riconosciuta dal ministero delle Comunicazioni come organo di un movimento politico: l’associazione riformista Ulisse, sostenuta da due senatori dell’opposizione, il ds Franco Debenedetti e Luigi Zanda della Margherita. Per ottenere i contributi si sarebbe subito messo in moto il fondatore della tv, l’imprenditore romano Luciano Consoli a cui si devono altre iniziative editoriali come Liberal e Il Riformista. I programmi di Nessunotv sono già visibili sul canale 863 di Sky e su alcune tv locali, ma la rete potrebbe rientrare nel pacchetto offerto da Murdoch e come organo politico otterrebbe il rimborso del 70 per cento dei costi, più le altre agevolazioni previste.
«Siamo stati tanto attaccati dalla sinistra - sottolinea ironicamente Butti - per la legge Gasparri: hanno detto che dietro c’era un accordo Berlusconi-Murdoch per il satellitare e di tutto di più. E adesso scopro che proprio da quella parte politica si cerca di approfittare per primi delle novità». Il deputato di An ribadisce che ci vorrà del tempo prima che la nuova norma possa diventare realtà: «Siamo in ritardo per le provvidenze alle tv locali che ancora trasmettono in analogico e il cui regolamento doveva essere applicato da tempo, figuriamoci...». E sottolinea che ci vorrà grande correttezza per accertare il reale legame tra organi d’informazione e partiti o movimenti. «Personalmente - dice Butti -, non sono un grande tifoso dei finanziamenti ad organi politici perché accanto a giornali dal ruolo inequivocabile come L’Unità e Il Secolo d’Italia, ci sono quelli che ottengono le provvidenze ma non rappresentano davvero una forza politica. E magari esistono solo sulla carta, senza una vera diffusione».

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