I giornali, Parigi e l’onda che non c’è

Valli a capire. Per più di due settimane alcuni grandi quotidiani italiani hanno riempito le pagine sulle elezioni municipali francesi, come se da questo voto fosse dipeso il futuro della Francia e dell’Europa intera. Ma non dovevano semplicemente eleggere dei sindaci? E il voto non riguardava soltanto sei città con più di 200mila abitanti e 800 piccoli comuni? E invece «dagli a Sarkozy», «il presidente in crisi», «l’Eliseo sconfitto» e poi «la rivincita della sinistra», «Ségolène sugli scudi» eccetera. Tanto che ieri addirittura qualcuno ha reputato che fosse la notizia più importante da pubblicare. Per l’amor di Dio, nessuno scandalo, ci mancherebbe. Quel che accade in Italia e nel mondo in questi giorni non è che sia così importante. La svendita di Alitalia? Bazzecola. La campagna elettorale nostrana per le elezioni del 13 aprile? Quisquilia. Le stragi e la repressione cinese in Tibet? Sciocchezze. Vuoi mettere con quella splendente figura di Pierre Cohen? Chi è, vi domanderete. Ma come, dovreste smettere di crogiolarvi nell’ignoranza, Cohen è il nuovo sindaco socialista di Tolosa che ha strappato il municipio alla destra. Tra lui e il Dalai Lama ce ne passa.
Ma chissenefrega se i sindaci di Tolosa e di St Etienne sono socialisti. Chissenefrega se a Marsiglia il primo cittadino neogollista ha conservato la poltrona. Sarkozy è stato penalizzato dal voto amministrativo? Certo. Ma è cambiato qualcosa? Neppure una virgola. L’unica cosa che il presidente francese avrebbe intenzione di cambiare sono gli occhiali da sole, che a dire del suo staff non sarebbero consoni all’etichetta. Ma allora perché tutta questa passione verso una banale tornata di elezioni locali in un Paese straniero? Non ci sovvengono molti esempi nel passato. Avete mai letto sulla prima pagina di qualche quotidiano italiano del nuovo borgomastro di Lubecca oppure del neopresidente del Cantone dei Grigioni? No? Be’, non accadrà neppure in futuro, a meno che non ci sia un gigantesco scandalo che li coinvolga.
D’accordo, i giornali non usano tutti lo stesso metro di giudizio nel pubblicare le notizie, ma ci sarà una spiegazione per questa ripetuta enfasi sull’elezione di un pugno di sindaci. Certo, per i lettori potrà essere di scarso interesse, ma non ci sarà un messaggio dietro tutto ciò? Vuoi vedere che questa campagna giornalistica non è altro che uno spot sulla presunta onda lunga della sinistra, che prima in Spagna e poi in Francia starebbe allagando l’Europa? Insomma, forse sperano che quest’onda bagni anche tutti noi.