I giornalisti scendono in campo contro conformismo e ideologia

Mauro Mazza: «Vogliamo creare per tutti una bussola di verità e pensiero libero»

«Cambiamo pagina». Così, con questo titolo, si presenta la prima assemblea nazionale dei giornalisti di area liberal, in programma oggi e domani allo Spazio Etoile di Roma, organizzata da «liberalmedia». Cambiare pagina con un obiettivo ambizioso: rappresentare un nuovo punto di riferimento per tutti coloro che operano nella comunicazione e si battono per affermare i valori della cultura liberale.
Da quest’anno e per ogni anno, all’assemblea verrà presentato un documento, una sorta di tesi sull’informazione, che proponga problemi e offra soluzioni alla discussione pubblica. Ogni anno verranno poi assegnati due premi giornalistici: il premio «Oriana Fallaci per i diritti dell’uomo» e il premio «Walter Tobagi per l’anticonformismo». Due riconoscimenti dedicati a due personaggi che «liberalmedia» considera tra i più significativi interpreti positivi delle idee, dello stile di vita e del giornalismo. Per quest’anno il «Tobagi» è stato assegnato a Eugenia Roccella; il premio «Fallaci» alla rivista russa Novaya Gazeta, il giornale per cui lavorava Anna Politkovskaja. La cerimonia di consegna è in programma per domani mattina. Oggi, invece, il coordinatore di «liberalmedia» Mauro Mazza, direttore del Tg2, presenta i temi dell’assemblea e introduce la discussione. I lavori saranno chiusi domani da Ferdinando Adornato, presidente della fondazione «liberal».
«Questo incontro - spiega Mazza - è il risultato di molti mesi di riunioni e riflessioni. Nasce con l’obiettivo di diventare un appuntamento annuale, e ha l’ambizione non di raggruppare giornalisti catalogabili come di centro-destra, ma di formare una squadra di giornalisti e intellettuali che non si riconoscono nel conformismo imperante ed egemone. Un conformismo che viene da lontano, ma che oggi è il momento di superare, attraverso valori di libertà e verità. Vogliamo creare una bussola per i giornalisti italiani, ricordando che esistono principi che non possono essere messi in vendita per ideologia, come è accaduto in passato».