Ma per i giornaloni il problema è una battuta sui gay

Da oggi in poi nelle scuole d’arte militare e di guerra psicologica, per spiegare concretamente il significato di «diversione», bisognerà studiare il discorso tenuto ieri a Monza da Silvio Berlusconi e il trattamento mediatico che gli è stato riservato. Il Cavaliere ha presentato il candidato sindaco di quella città, ma non si è perso nelle minuzie della situazione locale. Ha parlato dell’Italia e, soprattutto, ha lamentato la dannosa schizofrenia dell’attuale governo in materia di politica estera.
L’esecutivo annaspa, D’Alema scrive lettere pretestuose e il Paese arretra nella credibilità e nell’affidabilità internazionali. È stato questo il messaggio principale del leader della Cdl, che ha espresso – anche se non ama i toni angosciosi – il disappunto e il dolore per l’azione di un governo che ha bruciato in breve tempo la credibilità internazionale dell’Italia. Berlusconi ha spiegato perché l’esecutivo affannosamente guidato da Romano Prodi ha sperperato i successi conseguiti nei cinque anni precedenti dal governo di centrodestra. Ha sollevato un problema reale, proprio mentre lo schizofrenico governo espresso dall’Unione si dibatte nelle sue contraddizioni e si avvita nelle incongruenze che vanno da Vicenza a Kabul. È dal 1949 che l’Italia milita nel campo occidentale, ma oggi i rappresentanti ambigui dei «movimenti», installati nelle stanze del potere, lavorano per l’arretramento e per la squalifica internazionale.
Questo è stato – di là degli obblighi tattici dell’occasione – il senso del discorso del Cavaliere. Ma certa stampa – indipendente dai lettori e non dal potere – preferisce sorvolare su questo tema spinoso (per il governo) e sceglie, chissà perché, di concentrare la sua attenzione su una battuta marginale, e fuori contesto, fatta da Berlusconi sui gay. Il leader della Cdl ha incidentalmente osservato, in termini molto scherzosi, che gli omosessuali stanno a sinistra. Poche parole, un sorriso, un accenno disimpegnato, tant’è che l’agenzia Ansa, nel riferire la battuta, ha usato la parola «scherzando».
Ma i guerriglieri dell’informazione di sinistra non scherzano. Si sono aggrappati alla battuta erratica come a una tavola di salvataggio e hanno fatto in modo che subito Franco Grillini e Vladimir Luxuria esprimessero la loro indignazione per le parole del Cavaliere. E i siti Internet dei grandi quotidiani si sono precipitati a mettere in evidenza la battuta nelle proprie home page sottolineandone un presunto «sfondo machista». Berlusconi sessista, omofono e quindi giurassico, pronto ad annoverare fra i suoi nemici, comunisti in primis, gli omosessuali. Berlusconi politicamente scorretto, retrogrado, limitato. Ma questo Berlusconi è falso, ecco il senso e la strumentalità della «diversione».
In un clima di libero e corretto dibattito politico, si sarebbero valutate e contraddette le affermazioni politiche del Cavaliere, si sarebbe cercato da parte dell’Unione – ammesso che ne abbia la forza e la compattezza necessarie – di controbattere le sue preoccupazioni per la politica estera, che sono le preoccupazioni della maggior parte degli italiani. Invece no, si è preferita l’uscita di sicurezza della battuta sui gay. Come in un talk-show televisivo tutto viene fatto scivolare in camera da letto e, di fatto, il discorso del capo dell’opposizione viene oscurato e, in parte, censurato.
Gli italiani sono più intelligenti degli illusionisti mediatici che pretendono di condizionarli. Sappiano, il pallido Sircana e i suoi esecutori redazionali, che una volta si può ingannare tutti, parecchie volte si può ingannare qualcuno, ma non è possibile ingannare sempre tutti. Nemmeno innalzando, a sproposito, la bandiera gay.