I giorni del fuoco: si accendono i faoni

Una luce rassicurante, tremula, penetra tra le bifore, attraversa vicoli e piazze nel cuore del paese e sembra incendiare campagne e colline: è questo lo scenario che questo fine settimana animerà la città di Priverno, con la XXV edizione del Gonfalone dei Favoni. Un tuffo nel passato, nelle antiche tradizioni a metà strada tra storia e devozione religiosa. È il rito, popolare, caloroso, dell’accensione dei fuochi, che si ripete da ben venticinque anni nel centro storico e nelle contrade di Priverno, comune della media valle dell’Amaseno, tra i Monti Lepini e Ausoni. La tradizione che vuole l’accensione dei focaracci, cioè i grandi falò, detti anche «Favoni» o «Faoni», che illuminano la sera che precede la festività di San Giuseppe, faccia sì che gli abitanti di ogni rione e contrada diventino quasi un’unica famiglia sotto l’insegna del proprio stendardo, il Gonfalone del quartiere. Un’apposita giuria è chiamata a decretare il gruppo vincitore del Gonfalone dei Favoni, l’ambito simbolo che per un anno intero sosterà nel quartiere vincitore per un anno intero. A vincere è la Contrada che rappresenta la migliore animazione intorno al fuoco, lo stendardo più bello, il fuoco più armonioso, l’atmosfera più originale e capace di far rivivere antiche tradizioni e, ovviamente, la migliore gastronomia, tradizionale anch’essa. Il programma di quest’anno prevede l’accensione di una decina di «faoni», distribuiti nel territorio comunale, per cui si inizia alle ore 19 per terminare verso la mezzanotte. Le accensioni avverranno ogni mezz’ora per dare tempo alla giuria di presenziare e di spostarsi nella successiva contrada.