I giovani Cl cantano in coro scatenati «D’Alema no, Formigoni al Quirinale»

Per Berlusconi dalla curva hanno intonato la canzone «Non mollare mai»

Se la colonna sonora ufficiale è l’Inno alla gioia di Beethoven, la new entry nelle canzoni più gettonate è dedicata a Massimo D’Alema. E non è un canto in onore del presidente dei Ds ma un tentativo di fermarne la corsa verso il Colle. «Non lo vogliamo, D’Alema non lo vogliamo» scandiscono i giovani della curva di Comunione e liberazione, diretti da Maurizio Lupi, il deputato di Forza Italia che li guarda da lontano, muove le mani come a un concerto, fa salire e scendere voci e toni. Fosse per loro, hanno le idee chiarissime su chi dovrebbe essere il successore di Carlo Azeglio Ciampi. «Formigoni al Quirinale, Formigoni al Quirinale» ritmano spingendo il presidente della Regione a un più alto incarico. Sono più di un centinaio, vestiti con una maglietta identica, per tutti azzurra, hanno occupato per intero uno spalto e cantano evergreen come «Chi non salta comunista è», con gli inevitabili saltelli di accompagnamento.
All’inizio della manifestazione hanno coinvolto anche Letizia Moratti, che con gonna e tacchi si è unita alle danze sul posto. «Letizia vola con Malagola» la strofa scelta per sostenere la candidatura del loro leader, Lorenzo, venticinquenne laureato alla Cattolica. E ancora: «Letizia Moratti, eh eh, oh oh». Allegria contagiosa e alla fine si è avvicinato anche Silvio Berlusconi, che dopo i discorsi dal palco ha attraversato la sala in mezzo alla folla, è arrivato sotto gli spalti e ha alzato le braccia mentre i ragazzi di Cl ondeggiavano sulle note di «Non mollare mai». A un certo punto si sono arrampicati su Lupi e anche il capogruppo di An, Ignazio La Russa, e tutti e due si sono uniti ai canti. Anche perché sulla curva confinante trionfavano gli slogan per Fidanza, candidato di An al consiglio comunale.
Filastrocche e inni anche anche per Bossi, che un gruppo di lumbard ha accolto con lo striscione «Umberto Milan te voeur ben». Sulle gradinate diverse altre scritte su stoffa come «Abbiamo Silvio nel cuore e Berlusconi in Comune»: il leader di Forza Italia, infatti, è candidato a Palazzo Marino. E proprio all’ingresso in campo di Berlusconi si è scatenato il tifo da stadio più convinto. Moltissime le bandiere di Forza Italia e tra i tanti stendardi anche la bandiera di Israele legata al tricolore azzurro. A colpire l’attenzione dei presenti anche le cravatte dei leader. Verde Padania, secondo tradizione, per Bossi. Un rosa acceso per Gianfranco Fini.
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