I giovani del Pdl presentano il manifesto etico

C’è una volontà forte di cambiare il partito. La svolta di Angelino Alfano ha ridato entusiasmo alla «base» e ora anche dalla Liguria arriva una prima risposta concreta alle parole del nuovo coordinatore nazionale e da esponenti di spicco come il ministro Giorgia Meloni. Uno dei punti più «sentiti» del nuovo corso, in particolare proprio in Liguria dove alcune inchieste giudiziarie hanno toccato alcuni eletti, è quello del cosiddetto codice etico. Delle regole da stabilire all’interno del partito per regolamentare la posizione di chi si trova alle prese con problemi giudiziari. Dalla Spezia i giovani azzurri lanciano una proposta, un primo codice etico che in Italia non è stato ancora adottato.
Una novità per certi versi anche clamorosa, ma con una premessa fondamentale. «Siamo e saremo garantisti - ci tiene a specificare subito Maria Grazia Frijia, vice presidente del consiglio comunale della Spezia - Allo stesso tempo, però, riteniamo che in questo momento storico la politica abbia la forte necessità di recuperare credibilità. Per questo pensiamo sia necessario fare appello a tutti coloro che si riconoscono in quel Partito degli Onesti richiamato anche dal nostro segretario nazionale, Angelino Alfano, e fare uno sforzo: dobbiamo dare tutti il buon esempio, evitando candidature, che a volte potrebbero essere considerate "comode", di persone coinvolte in inchieste giudiziarie particolarmente importanti e/o condannate in primo grado per reati di particolare gravità».
Il manifesto elaborato dai giovani azzurri parta con un richiamo forte ai valori della Costituzione e alla Carta dei Valori del Pdl. Poi una sintesi di quella che è la «mission» di chi vuole impegnarsi nel Pdl: «Siamo convinti che le donne e gli uomini del Pdl riconoscano la politica, quella fondata sui valori e non sugli interessi, come servizio ai cittadini». Un servizio che riparte proprio dal «progetto che nel 1994 ha visto scendere in campo il presidente Silvio Berlusconi: un progetto politico fondato sull'idea di società nella quale chi ha talento e chi ha merito deve farsi avanti». Meritocrazia che inevitabilmente rifiuta «la gestione clientelare» a favore di una «politica che sappia stare vicino a chi è più debole, un sistema che premi le persone che si impegnano, nel rispetto del mantenimento di un rapporto corretto, chiaro ed onesto con i cittadini».
Ecco quindi le regole ferree, che fanno riferimento - è bene sottolinearlo - a persone interessate da reati «di mafia, di criminalità organizzata o contro la libertà personale, di corruzione e concussione, ed in genere reati di particolare gravità». In questo ambito - è il progetto dei giovani azzurri spezzini - è prevista la «sospensione da incarichi di partito per chi è stato oggetto di condanne penali anche solo in primo grado». Così come c’è la disposizione a «rinunciare, qualora vi siano coinvolgimenti in inchieste giudiziarie per i particolari reati sopracitati, ad incarichi istituzionali elettivi, quali, a solo titolo esemplificativo: presidenti e vice presidenti di commissioni parlamentari, regionali, provinciali e comunali, presidenti e vice presidenti di consiglio regionale, provinciale e comunale, fino a richiesta di archiviazione, estinzione o definizione del giudizio di primo grado con assoluzione dell'imputato». Ancor più netto l’invito a «non candidare nelle liste del partito ed in ogni tipo di istituzione» persone con identici problemi.
Fin qui l’aspetto legato ai rapporti tra politica e giustizia. Poi c’è l’aspetto del ricambio generazione e dell’«attuazione del principio meritocratico all'interno delle istituzioni, anche nei ruoli politici» in modo che si possa «assicurare l'accesso a tutti coloro che per volontà e capacità desiderano assolvere alla funzione pubblica della politica». Per questo basta con le solite facce, i politici di lunghissimo corso. Occorre, recita il manifesto, «stabilire un limite oltre il quale non si possa più essere ricandidati nella stessa istituzione: e ciò per consentire l'applicazione del principio dell'alternanza all'interno del partito di appartenenza. E riconoscere e promuovere lo strumento delle primarie». Progetto ambizioso, per nulla facile. Maria Grazia Frijia e molti altri giovani azzurri che l’hanno sottoscritto, già più di una ventina, però ci credono: «Lo proporremo al prossimo direttivo provinciale». Chissà che non possa diventare un punto di partenza anche a livello nazionale.
Intanto giovedì inizierà alla Spezia la «Festa azzurra», che si svolgerà come ogni anno a Fiumaretta (località Cachi) fino al 31 luglio. Non solo politica, ma anche musica e gastronomia.