«Per i giovani penso rock»

Per il momento si gusta il «gigantesco successo» della mostra «Rock 'n' Roll Music Planet» ma ha in cantiere un nuovo progetto. Giovanni Terzi, assessore allo Sport e al tempo libero annuncia per il prossimo maggio un Forum mondiale che vedrà come protagonisti i giovani. «Sto cercando di organizzare un evento di quattro giorni che dovrebbe avere cadenza annuale. Ho pensato a un titolo, “Ed io che sono”?, tratto dai versi del Canto notturno del Leopardi, che interpreta ansie e aspettive del mondo giovanile di fronte ad un futuro incerto. Penso a dibattiti, convegni e sicuramente a molta musica».
Torniamo allora alla musica e alla mostra che lei ha fortemente voluto. Si aspettava un simile successo?
«Sinceramente sì. La musica parla a tutti e ha una irresistibile capacità aggregante soprattutto fra i giovani. Sono questi i protagonisti della mostra che hanno spinto anche i genitori a visitarla».
Resterà un episodio isolato?
«L'evento di Piazza Duomo si sta per trasformare in un museo in progress alla Fabbrica del vapore dove i cimeli esposti saranno arricchiti da nuove acquisizioni (strumenti, autografi) fornite da artisti che si esibiscono a Milano».
Quando frequentava il liceo Gonzaga quali generi preferiva?
Agli inizi ero un fan degli Adam and the Ants, un gruppo rock inglese della corrente new wave. Poi mi sono scatenato con Madness, Queens, Police appassionandomi anche per Blondie, U2 e Red Hot Chili Peppers. I miei gusti sono stati influenzati da mio fratello, maggiore di tredici anni».
Fra Rolling Stones e Beatles...
«Preferivo e preferisco assolutamente i primi ma amo anche la musica classica, Mozart, Bach e Vivaldi»
Cosa l’ha emozionata di più nella mostra?
«La chitarra acustica di Jimi Hendrix, come artista al top delle mie preferenze e poi il testo autografo di L.A. Women di Jim Morrison».
C'è un personaggio dello sport sovrapponibile ad un'icona del rock?
«Cassius Clay e John Lennon, due personalità che definirei trasgressivi e di “rottura”. All'interno della mostra, la sezione dedicata ai concerti umanitari mi fa associare il Live Aid alla nazionale che conquistò il mondiale dell'82. Solisti eccellenti, forte spirito di squadra e una giusta causa».
In questa carrellata abbondano mostri sacri che non sembrano esempi da additare come stili di vita. E fra i visitatori, scolaresche comprese, i giovani sono in prevalenza.
«Sono personaggi contraddittori che per la loro vita privata non sono da additare a modelli di comportamento. Ma tanto per essere chiari, all'ingresso della mostra campeggia lo slogan “Drug off”. Più chiari di così...».