I giovani del Polo passano l’esame delle urne

Fabrizio de Feo

da Roma

A loro delle facili etichette e della «questione generazionale» interessa poco. La classe politica tende ad autoconservarsi? «Balle, c’è spazio per tutti, basta rimboccarsi le maniche e lavorare duro». I ruoli chiave sono in mano agli ultrasessantenni? «Vero, ma sta a noi invertire la tendenza».
Le ultime amministrative, costellate da luci e ombre, hanno portato sicuramente un elemento di novità nella Cdl: l’affermazione di molti candidati giovani che hanno affrontato a viso aperto la «prova delle preferenze» e l’hanno superata in scioltezza. Dimostrando che il centrodestra che verrà non è un’ipotesi ma una realtà che sta già prendendo forma. L’emergere di volti nuovi, portatori sani di idee e di energie, passa attraverso tutte le forze della coalizione. E a volte anche attraverso storie di impegno personale al di fuori dei partiti.
Un caso anomalo è quello del «fenomeno» di queste amministrative: Samuele Piccolo, 24 anni e un patrimonio di 8.300 preferenze che ne fa il consigliere più votato nella capitale. Un «pariolino del Casilino» visto che a dispetto dell’aspetto elegante proviene da uno dei quartieri più popolari di Roma. Alle sue spalle una storia di militanza cattolica e una grande capacità di creare appuntamenti pubblici che gli è valso il soprannome di «cavalier evento».
Sempre a Roma un altro risultato di tutto rispetto è quello di Dino Gasperini, 36 anni e 6.000 preferenze, il più votato dell’Udc a Roma. Una valanga di voti figli di un impegno ventennale iniziato nei giovani democristiani e continuato prima nel Ccd e poi nell’Udc, passando per la circoscrizione a 21 anni e il Comune a 27. «Non ho mai avuto problemi a trovare il mio spazio. D’altra parte faccio parte dell’ultima generazione formata dalla Dc nelle scuole di partito» racconta Gasperini. «Consideri che non ci candidavano neppure per le circoscrizioni se prima non passavamo attraverso due anni di formazione politico-amministrativa. Il sabato pomeriggio andavamo alla scuola della Camilluccia dove c’erano professori del calibro di Buttiglione, Elia, Marini, Borgomeo. La domenica ci si spostava al vicariato per le lezioni sui valori. Finita la Dc finì tutto. Per questo uno dei miei obiettivi è lanciare una nuova scommessa generazionale ripristinando questi corsi».
Nella lista degli acchiappavoti «under 40» un posto di tutto rispetto lo merita l’aennino Salvo Pogliese: 34 anni e 12.817 preferenze alle ultime elezioni per la Provincia di Catania. Già assessore allo Sviluppo economico della città etnea e presidente regionale di Azione giovani, è stato nel ’97, a 25 anni, il consigliere comunale più votato a Catania. Ma le note liete per il rinnovo generazionale arrivano soprattutto dal Nord e da Milano. Una vera e propria onda verde sta per travolgere Palazzo Marino. La nouvelle vague passa, innanzitutto, per Forza Italia.
In rampa di lancio c’è, ad esempio, Giulio Gallera, 37 anni e 2.190 voti (il terzo della lista azzurra dopo Silvio Berlusconi e Tiziana Maiolo). Entrato in consiglio a 28 anni, già assessore al Decentramento, è stato notato dal Cavaliere per un megamanifesto 24x9. «Che bella faccia questo qui», il commento di Berlusconi. E ora si prepara a ottenere un incarico pesante nella nuova giunta. Ben piazzato anche Manfredi Palmeri, 34 anni e 1.737 preferenze, già presidente del gruppo di Fi e balzato agli onori delle cronache in occasione del 25 aprile quando venne aggredito da due militanti sessantenni del centrosinistra. La sua colpa? Portare in mano un tricolore piuttosto che la bandiera rossa d’ordinanza. Di dieci anni più giovane è Lorenzo Malagola, detto «Lollo», 24 anni e 1.585 preferenze, vera rivelazione delle amministrative milanesi. Ciellino, laureato alla Cattolica, nel comizio di Letizia Moratti con Fini, Casini e Bossi è stato una sorta di protagonista aggiunto, grazie ai cori intonati in suo onore dai «Lollo boys».
Le ultime amministrative milanesi hanno regalato soddisfazioni importanti anche agli partiti del centrodestra. An, ad esempio, può festeggiare il risultato di Carlo Fidanza, 29 anni, eletto al primo tentativo con 1.166 voti. Nella Lega, invece, non sorprende il risultato dell’eurodeputato Matteo Salvini, 3.091 voti e 33 anni. La sua caratura è, infatti, quella di un leader nazionale grazie alle sue qualità di trascinatore «amplificate» dai suoi interventi su radio Padania. Spiragli di luce arrivano anche da Torino. Sotto la Mole spicca il risultato dell’aennino Roberto Ravello, 30 anni, ex segretario regionale di Azione giovani e secondo degli eletti. E anche Forza Italia promette di ripartire dai giovani. «La palestra del prossimo candidato sindaco dovrà essere il Consiglio comunale» dice il coordinatore regionale Guido Crosetto. «I nostri consiglieri Coppola, Mina e Ferrari rappresentano una generazione di trenta-quarantenni dalla quale siamo pronti a ripartire».
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