I giovanissimi Rossini e Mozart protagonisti al Festival di Pesaro

Nonostante i tagli al budget, il «Rof» resiste. Attesi gli spettacoli di Fo, Squarzina e Martone. In scena dal 7 al 21 agosto

Paolo Scotti

da Roma

Nell’opera, a volte, i miracoli non accadono solo in scena. E così problemi d’ogni genere (tagli finanziari, mancanza di spazi, difficoltà logistiche) non sembrano mettere in crisi quel miracolo di rassegna operistica che è il Rossini Opera Festival di Pesaro. Da 26 anni l’appuntamento più prestigioso dell’estate lirica italiana, il Rof, fa fronte a tutte le difficoltà «con la sua vecchia abitudine - spiega il sovrintendente, Gianfranco Mariotti -, quella di non lamentarsi mai. E di rimboccarsi le maniche». Così, nonostante la diminuzione del budget, il programma non si riduce ma anzi aumenta di uno spettacolo, e l’inagibilità del Palafestival (destinato alla demolizione) ha spinto a creare dentro al grande Palasport della città (teatro delle glorie della locale squadra di pallacanestro) ben due nuove sale teatrali, da 1200 posti l’una. Ma la kermesse vanta quest’anno anche un cartellone di prim’ordine, in scena dal 7 al 21 agosto. Opera inaugurale la rara Torvaldo e Dorliska, con interpreti di grido come Michele Pertusi, Darina Takova e Bruno Praticò, diretti da Victor Pablo Perez e per l’attesissima regia di Mario Martone, che a Pesaro già trionfò l’anno scorso con Matilde di Shabran. Seguirà la riedizione del dittico già visto al Festival nel ’91, e che abbina le prime opere musicate da due giovanissimi compositori: Wolfgang Amadeus Mozart (10 anni) con L’obbligo del primo comandamento, e Gioachino Rossini (18 anni) con La cambiale di matrimonio. Anche qui regie importanti - firmate Giovanni Agostinucci e Luigi Squarzina -, garantiscono livello e richiamo. Ma sarà soprattutto il ritorno di Dario Fo, con uno degli spettacoli che hanno fatto la storia del Rof, ad attrarre critici e pubblico: «La straordinaria Italiana in Algeri del ’94, che ebbe successo, ma forse debordava un po’ dal palco del teatro Rossini - spiega Alberto Zedda, direttore artistico - e che ora, nello spazio tre volte più ampio del Palasport, potrà concretizzare la sfrenata fantasia di Fo». Protagonisti dello spettacolo, diretto da Donato Renzetti, Marco Vinco e Marianna Pizzolato, più una giovane scoperta del Festival, il tenore russo Maxim Mironov.
Ultime curiosità. I collegamenti fra il centro di Pesaro e il Palasport saranno garantiti da un servizio gratuito di navette. Inoltre per la prima volta nella storia del Rof, ai rossiniani più accaniti sarà possibile continuare a godere anche a casa delle magie teatrali viste a Pesaro: la casa discografica Dynamic registrerà e commercializzerà su dvd i tre principali spettacoli di questa edizione.