I giudici contestano le feste del Cav Ma il Tar approva i festini al night

MilanoC’è mezzo Paese scandalizzato per le notti di Arcore. Ci sono donne più (o meno) famose che firmano appelli sulla moralità. C’è una Procura che scandaglia le abitudini di villa San Martino. E poi c’è un giudice - meglio, un collegio di tre giudici - che scrive esattamente così: «Non c’è offesa alla moralità pubblica quando l’accesso alle rappresentazioni a sfondo sessuale siano riservate alle persone adulte che ne facciano consapevolmente richiesta». Insomma, via libera al bunga bunga? No. Perché l’atto di tolleranza firmata dalle toghe non riguarda le presunte abitudini del presidente del Consiglio, ma un night club.
Precisamente, il «Circolo socio culturale XXX». Che detta così sembra un ritrovo per bibliofili, ma in realtà è un localino con donne che si spogliano, ballano nude al palo della lap dance, e intrattengono i clienti con spettacoli privati. Una suburra chiusa dal questore di Milano perché «offesa al buon costume» dopo che questi «aveva rilevato che si svolgevano attività e intrattenimenti a sfondo erotico, che l’ingresso era consentito a chiunque previo rilascio di una tessera associativa, che sono state rinvenute ragazze in abiti succinti con le quali i frequentatori potevano appartarsi e che in un’occasione è stato trovato un avventore, con precedenti penali a carico, in atteggiamenti intimi con una ballerina». Ecco, quel localino da educande è stato riaperto venerdì scorso dal tribunale amministrativo della Lombardia. Motivo? La chiusura di un simile esercizio commerciale «non può essere disposta quando i locali in cui si tengono spettacoli a sfondo erotico siano frequentati da persone adulte consapevoli della natura dell’intrattenimento offerto». Insomma, grandi e vaccinati erano i clienti, adulte le ballerine e in pista per libera scelta. «Ciò che esclusivamente rileva è la circostanza che, in ogni caso, coloro che vi accedevano fossero a conoscenza della natura erotica degli intrattenimenti offerti». In breve, sono fatti loro. Il resto è privacy. Quanto all’ipotesi che al «Circolo XXX» si favorisse la prostituzione, i giudici spiegano che il questore non è stato in grado di specificare «se l’atteggiamento intimo in cui sono stati trovati avventore e ballerina fosse riconducibile ad ambiti erotici o sessuali e, più precisamente, se l’attività esercitata dalla ragazza fosse in realtà attività di meretricio». E - stoccata - «non può ora pretendere che in questa sede sia il Giudice a compiere siffatta valutazione». Tocca a un altro giudice, adesso, decidere le sorti del «Circolo socio culturale» di Arcore.