«I giudici non ci difendono, tocca a noi»

MilanoPremessa disincantata: «Ho esaurito tutte le reazioni, tutte le parole, tutti i sentimenti, tutta l’indignazione». Considerazione, venata di autoironia: «Ormai sono una vecchia femminista, più vecchia che femminista». Conclusione, provvisoria: «La miglior risposta agli stupri è l’autodifesa. Un colpo alla giugulare e un altro fra le gambe, per neutralizzare il bestione che ti viene addosso». Anni e anni di assemblee, di dibattiti, di riflessioni. E alla fine che propone una femminista storica e giornalista acuminata come Anselma Dall’Olio? «La prevenzione».
La prevenzione? Una volta la sinistra che lei ha frequentato per una vita predicava altri valori.
«Mi sono arresa all’evidenza. Lo stupro è antico come il mondo. Come la prostituzione. C’è sempre stato e sempre ci sarà. Quindi le donne devono attrezzarsi».
Come?
«Bisogna evitare le situazioni pericolose: per esempio non girare sole in aree poco illuminate».
E se capita?
«Chi ha seguito un corso di arti marziali piazzerà un paio di colpi al bruto di turno».
Purtroppo non tutte ce la fanno. Le cronache di questi giorni sono piene di crimini odiosi.
«Cerchiamo di essere sobri, anche se non è facile davanti agli scempi di queste settimane».
Dunque?
«Il 90 per cento degli stupri è commesso da mariti, fidanzati, compagni e dall’assortita compagnia degli ex. Quindi prendersela con i romeni vuol dire indicare solo una piccola parte del problema».
Resta il fatto che alcuni romeni si sono macchiati di reati orrendi.
«Quelli commessi dagli italiani sono altrettanto gravi».
Alcuni violentatori hanno ottenuto con facilità gli arresti domiciliari. E le vittime hanno gridato davanti alle telecamere il loro sdegno. Come tutelare chi soffre?
«È un problema drammatico, forse insolubile, insuperabile. Lo Stato deve alleviare la solitudine delle vittime, ma non è facile».
L’opinione pubblica è sconcertata dal trattamento soft riservato ai mostri.
«La concessione facile degli arresti domiciliari non mi sconvolge e poi non voglio sostituirmi ai magistrati. Il punto è un altro».
Quale?
«Le forze dell’ordine sono bravissime. Li prendono quasi sempre. Solo che la polizia è più brava della magistratura».
Vale a dire?
«I processi si trascinano per mesi, per anni, spariscono da qualche parte. Invece ci vorrebbero dibattimenti rapidissimi, con grande clamore, e quando ancora queste vicende sanguinano sulle pagine dei giornali».
Insomma, la polizia cattura quasi sempre gli stupratori e poi i magistrati li mettono fuori?
«La giustizia che arriva tardi è sempre giustizia negata. Invece, la magistratura dovrebbe dare una risposta esemplare e immediata. Non è detto, ma forse qualcuno, davanti alla prospettiva di trascorrere un bel po’ di anni in carcere, ci penserebbe bene prima di commettere una violenza. Purtroppo non è così e non solo per le violenze. Ci vogliono delle riforme, altrimenti non ne usciremo».
Intanto?
«Viva l’autodifesa».