I giudici di sinistra vogliono cacciare Lalla

Le toghe più vicine alla sinistra non l’hanno perdonato. E ieri è arrivata la loro richiesta: «L’apertura urgente di una pratica da parte della Prima Commissione per stabilire se esistano gli elementi per procedere al trasferimento di ufficio per incompatibilità del Procuratore della Repubblica di Genova, Francesco Lalla».
Lo hanno chiesto al Comitato di presidenza del Csm i consiglieri Livio Pepino (Magistratura democratica) e Mario Fresa (Movimento per la Giustizia). Nella richiesta si fa riferimento alla notizia pubblicata da alcuni quotidiani della «anomala iniziativa con cui Lalla ha revocato, di fatto, l’assegnazione di un procedimento in carico a uno dei sostituti del suo ufficio». Pepino e Fresa affermano che la revoca «è avvenuta - sempre a quanto riferito dalla stampa - senza alcun formale provvedimento in tal senso ma mediante una modifica del turno relativo alla partecipazione dei pm alle udienze» prevedendo che all’udienza preliminare in cui veniva trattato il procedimento in questione (il caso di Franco Henriquet, il presidente della Gigi Ghirotti inquisito per detenzione illegale di stupefacenti) fosse presente il procuratore al posto del sostituto assegnatario. «A prescindere da ogni considerazione sulla legittimità e correttezza dell’iniziativa - osservano - non può non sorprendere la circostanza che di essa il Procuratore abbia data notizia alla stampa corredando la notizia con l’affermazione che quella in questione era “un’inchiesta di cui vergognarsi”. Tale atteggiamento desta allarme e impone un intervento del Consiglio». E a sollecitare un intervento del Csm erano stati anche 18 dei 22 pm della Procura di Genova firmando un documento.
La vicenda riguarda l’udienza preliminare di tre giorni fa nei confronti di Henriquet per il quale il pm aveva chiesto il rinvio a giudizio. Lalla, sostituendosi in udienza al pm, ha chiesto invece e ottenuto dal gup il proscioglimento dell’imputato. «Le norme - ha spiegato - mi consentono di farlo».