I giudici «votano» il conflitto d’interessi della sindaca

Imminente l’esame dell’esposto presentato dalla «Casa della legalità» per ottenere la decadenza di Marta Vincenzi

Marta Vincenzi non risponde? Allora saranno i giudici a sbrogliare la matassa del confitto d'interesse sollevato il 24 maggio dalla «Casa della legalità» con la pubblicazione sul sito www.genova web.org di una serie di visure commerciali relative a società che chiamano direttamente in causa il marito del sindaco, l'ingegner Bruno Marchese. «Dalle quali - dice Christian Abbondanza, presidente Casa delle legalità - emerge che Bruno e Malvina Marchese, rispettivamente marito e figlia di Marta Vincenzi, sono proprietari di maggioranza della Igm engineering impianti srl che a sua volta fa parte del consorzio Rete, di cui Marchese è direttore tecnico. Ebbene sia la ditta sia il consorzio operano con società partecipate del Comune di Genova, quali Sviluppo Genova spa e Milano Serravalle spa, nonché con l'Autorità portuale di Genova e altri soggetti affidatari di incarichi da parte del Comune». Di qui l'istanza urgente al Tribunale di Genova firmata dalla Casa delle legalità insieme a Democrazialegalità.it, i comitati dei cittadini di Sampierdarena, di Borzoli per Scarpino e quelli per un corretto ciclo dei rifiuti. Al tribunale si chiede di verificare se le società in questione abbiano in corso concessioni o consulenze a gare del Comune di Genova, per accertare le cause di incompatibiltà sancite dalla legge. Procedendo, in tal caso, alla proclamazione di decadenza di Marta Vincenzi dalla carica di sindaco come previsto dal Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, approvato con decreto legislativo il 18 agosto 2000. «Abbiamo posto queste domande al sindaco, ma non ha risposto. La legge prevede l'incompatibilità se non sono state risolte, prima di entrare in carica, le cause del conflitto. E non ci sembra proprio che ciò sia avvenuto. Altrimenti perché non dirlo e dimostrarlo?», chiosa Abbondanza.