I Giusto a Vika: «Il bene trionferà»

«Carissima Vika, è passato un anno da quando sei stata portata via dalla famiglia che avresti voluto e dall’Italia contro la tua volontà. I tuoi e nostri amici avevano pensato di fare grandi cose per ricordare questo triste giorno, ma noi invece abbiamo preferito semplicemente scriverti questa lettera aperta, che potrà essere letta da quanti lo vorranno, perché non abbiamo nulla da nascondere, ma anzi speriamo che la nostra storia possa aiutare tante persone a pensare quale sia davvero il bene dei bambini». Così comincia la lettera aperta che Alessandro e Chiara Giusto, i coniugi di Arenzano «affidatari» della bimba bielorussa Maria-Vika, 10 anni, da loro nascosta per evitarle il ritorno in patria, hanno scritto alla bambina ad un anno dal suo allontanamento dell’Italia. «Mia moglie ed io abbiamo scritto a Vika in occasione dell’anniversario del suo allontanamento da noi contro la sua volontà, che cade domani - ha spiegato Alessandro Giusto -. Il nostro intento è unicamente quello di non far dimenticare questa ingiustizia, e di ricordare a tutti che il nostro rapporto è tale che niente mai riuscirà a farci rinunciare a lei e a dissuaderci dal cercare ogni giorno una strada per realizzare il suo e nostro sogno». Vika era stata ritrovata dopo circa un mese in Valle d’Aosta insieme alle nonne alle quali la famiglia Giusto l’aveva affidata per evitarle il ritorno nell’orfanotrofio dove, in base alle perizie mediche, aveva subito violenze. Dopo il suo ritrovamento Vika venne presa in consegna dalle autorità bielorusse e imbarcata di nascosto su un aereo che la riportò in patria. I coniugi Giusto furono poi indagati per sottrazione di minore e per loro adesso è stato chiesto il rinvio a giudizio. «Non vogliamo fare grandi cose perché il 29 settembre 2006 non lo merita, è soltanto un brutto giorno che non va dimenticato, ma superato con la forza dell’amore che ci unisce» prosegue la lettera che è un vero messaggio di amore. Oggi i Giusto non hanno perso la speranza di ribrracciare la bambina e sperando di farele conoscere al più presto il fratellino Emanuele, nato nel luglio scorso. «Ti ricordi - scrivono Alessandro e Chiara - quando ci siamo incontrati per la prima volta? Quando sei salita per la prima volta sulla tua bici nuova e non volevi più lasciarla per andare a dormire e, quando alla fine ti sei convinta a metterla in garage, le hai dato il bacino della buona notte e volevi metterle una coperta per dormire? (...) Ti vogliamo tanto bene! Sei sempre nei nostri cuori. la tua famiglia».