I governatori incastrati dai numeri

Pietro Mancini

Guai a criticare quelli che D'Alema, qualche tempo fa, definì i «cacicchi» e che oggi Pansa ha ribattezzato i «mandarini rossi». I governatori delle Regioni, amministrate dal centrosinistra, sono piuttosto irascibili e non hanno affatto gradito gli attacchi sugli sprechi, le auto blu, le costose trasferte in mete esotiche, le pletoriche commissioni, gli incarichi inutili (in Calabria, Loiero ha addirittura inventato la figura del vice-assessore!).
«So' cose 'e pazzi, guai a sparare sui governatori!», così ha reagito, con il suo linguaggio colorito, Bassolino, il cui bersaglio principale è il suo partito, la Quercia, rea di aver invocato, con Fassino e Chiti, un drastico stop alle «manifestazioni di ministerialismo e all’ostentazione del potere» da parte delle giunte bianco-rosse.
Perché - questa l'irata autodifesa di don Antonio - i Ds, invece di scagliarsi contro Totò Cuffaro (Udc) che in Sicilia, in un solo giorno, ha sistemato 7209 precari, proprio i miei compagni hanno messo nel mirino la Campania felix, che io amministro in modo più che trasparente?
La sinistra non si permetta - questa la reprimenda che Bassolino ha appioppato ai capi del Botteghino - di disturbare il manovratore, con un girotondismo di ritorno che, alla vigilia dello scontro elettorale del 2006, porterebbe fieno e munizioni agli avversari dell'Unione, per nulla convinti dalla categorica asserzione del leader di Afragola, che giura: dal 1993 a oggi, prima come sindaco di Napoli e poi come presidente della Campania, mi sono mosso nella direzione opposta rispetto alle velenose accuse.
La reazione stizzita di Bassolino non convince, tuttavia, neppure molti esponenti ds, come il deputato dalemiano Peppino Caldarola, che gli ha fatto notare: caro Antonio, ti voglio bene, ma se proprio tu, che il Sud lo conosci, non comprendi che anche i nostri elettori sono tutt'altro che soddisfatti, allora siamo messi proprio male! E, anziché sbattere il telefono in faccia a Piero Fassino, che aveva invocato rigore sabaudo e sobrietà britannica nella gestione degli enti locali, il governatore della Campania valuti, con attenzione, questi dati: tra il 1999 e il 2004, la spesa delle Regioni è aumentata del 6,5% in media all'anno, quella delle Province dell'11,5, quella dei Comuni del 4,6.
E «so’ cose e' pazzi», oppure è la cruda verità che, nella regione Lazio, il veltroniano Marrazzo, difeso da don Antonio, ha aumentato gli assessori da 12 a 16, le commissioni da 14 a 24, il personale di segreteria da 137 a 177 elementi?
Non ha torto Clemente Mastella, quando nega che i partiti possano rinnovarsi, solo ricorrendo al contagio miracoloso della società civile e dei tecnici, ma ci sembra eccessivo e fuori luogo rimpiangere il manuale Cencelli come elemento di autentica democrazia.
Siamo proprio sicuri che la politica non possa incoraggiare gli sforzi di quanti vorrebbero seppellire, finalmente, le degenerazioni, la corruzione, gli inquinamenti e i clientelismi dei partiti, trasformandoli in strumenti incisivi e trasparenti di partecipazione democratica dei cittadini? Perché Bassolino, invece di considerare i rilievi dei suoi compagni e le inchieste dei giornali alla stregua di offese personali, non dà il suo contributo, aprendo le porte della Regione e del partito ai giovani seri e preparati, incoraggiando e non ostacolando il ricambio e il rinnovamento ?
E, in Calabria, il buon Agazio Loiero è proprio sicuro che le migliaia di giovani disoccupati si attendessero che il primo pensiero del governatore ex dc fosse quello di dotarsi di un ufficio stampa, più pletorico di quello di George W. Bush? E il vice-presidente della giunta e assessore al bilancio, il diessino Adamo, invece di coinvolgere, con scarso stile, nella sua polemica risposta a Fassino, la moglie del segretario, non potrebbe almeno rinunciare al doppio e faticoso incarico di leader della Quercia?
A volte, piccoli e significativi segnali sono di gran lunga preferibili a lunghissime e improduttive articolesse sulle magnfiche sorti e progressive, che i governanti del centrosinistra si appresterebbero a regalare al popolo meridionale, che troppo paziente (ma sino a quando?) attende.