«I graffitari condannati a ripulire»

C’è un disegno di legge al Senato che sulla battaglia anti-graffiti ha già ottenuto il sì del centrosinistra, Verdi esclusi. È quello presentato nel luglio 2002 dal vicesindaco di Milano Riccardo De Corato e approvato in commissione Giustizia, con tanto di emendamenti che non «stravolgono l’impianto del disegno di legge da me presentato: una maggior tutela dei beni della collettività e l’efficacia di una maggior deterrenza delle pene sanzionate nel reato».
Come dire: il disegno di legge n.1639 presentato da De Corato - unitamente al 1470 - che propone la modifica dell’articolo 639 del codice penale sul reato «di imbrattamento e deturpamento di cose altrui» sostiene «l’obbligo di ripulire i muri a carico dei graffitari».
Punto centrale e «ancora innovativo» fa sapere il vicesindaco di Milano: «Infatti, per i graffitari il deterrente maggiore è proprio quello di ritornare nello stesso luogo e ripulire quello che hanno sporcato». Certezza della pena nel nome e per conto «della collettività e del decoro della città colpito da questo vandalismo gratuito».