I graffitari imbrattano (legalmente) la città

Marta Bravi

Milanesi preparatevi. I writer si stanno accingendo a invadere la città. Niente paura, però. Questa volta si tratta di graffittisti «legali», che lasceranno il loro segno non sui muri ma su dei pannelli appositamente predisposti. Insomma, sembra che la street art sia diventata chic, oltre che di moda: basti pensare agli interventi commissionati dalla Rinascente, il tempio delle griffe per antonomasia, per la festa di inaugurazione del nuovo piano; l’intervento per Fiorucci a Padova (8-12 novembre) che pare l’abbia richiesto anche per Milano; Triennale Bovisa che ha dato in mano ai writer i muri esterni dello spazio; e le Ferrovie Nord che hanno concesso i loro muri da Cadorna alla stazione di Villapizzone.
Milano scopre un nuovo amore? Forse. Intanto il progetto presentato ieri, prodotto dall’associazione «ArtKitchen», in collaborazione con l’associazione Navigli e con il patrocinio dell’assessorato alla Cultura del Comune, si chiama «I love writers» che richiama, ironicamente forse, l’iniziativa «I love Milan» che ha visto sindaco, assessore all’arredo urbano e Amsa impegnati a pulire i muri della città dalle tag, le firme che poco hanno a che vedere con l’arte, che i writer lasciano quasi ovunque. «La creatività vera - ha commentato Vittorio Sgarbi - è in contrasto col graffito che deturpa, che appare spesso come un segno di sfregio che raccoglie un vasto dissenso perfettamente condivisibile quando, appunto, non ha fantasia e creatività».
«Sgarbi - ha affermato Atomo Tinelli, coordinatore del progetto permanente dei writer dell’assessorato alla Cultura - ha ribaltato la considerazione di chi vuole fare un gesto d’amore nelle periferie di questa città. Finalmente si riesce a distinguere ciò che dà veramente fastidio dal tentativo di colorare una metropoli grigia e asfissiante».
La programmazione, che arriva fino aprile 2007, parte questo weekend con varie iniziative: «Scripta manent», performance di writer in Darsena e lungo i Navigli; «Assalto poetico» in piazza XXIV Maggio, alle colonne di San Lorenzo e in corso di Porta Ticinese; «Urban overground», selezione di stampe di artisti underground italiani e europei. E in più, sabato fino alle due di notte, si balla in piazza XXIV Maggio con il dj set di Spazio Petardo.
«I writer dovrebbero dire che sono uno stronzo - scherza Sgarbi - perché li abbiamo legalizzati. All’interno della amministrazione comunale nessuno è contro i graffiti. La questione resta il Leoncavallo, per la situazione con il Comune e i Cabassi, e non per quanto c’è sui muri del centro sociale. Il problema è di competenza comunque di un altro assessorato che non ha a che fare con l’estetica». A marzo palazzo della Ragione ospiterà la mostra «Sweet art street art», che vedrà la partecipazione di una trentina di artisti presi dal mondo della street art o dell’arte contemporanea che abbiamo legami con i graffiti. Le opere, selezionate da una giuria, verranno messe all’asta da Christie’s.