I grandi bucano Hansen a Londra li beffa tutti

Il Bmw Pga Championship che annualmente viene giocato sul percorso di Wentworth, alle porte di Londra, è considerato il torneo principe per gli associati all’European Tour. È il loro torneo, è il titolo europeo di maggior prestigio dopo quello del British Open, non solo per il montepremi - che quest’anno è arrivato ai 4 milioni e mezzo di euro, con una prima moneta di 725.000 euro - ma per la valenza che può significare nel palmarès di ciascuno. Anche quest’anno si è visto sul West Course un parterre de roi, al quale mancavano solo Sergio Garcia e l’infortunato campione uscente David Howell. Gli altri - da Els a Singh a Montgomerie, Goosen, Donald, Westwood, Olazabal - erano tutti presenti insieme ai migliori giocatori dell’ultima generazione. Sono stati quattro giorni di grande golf, anche se alla fine - eccezion fatta per Vijai Singh, il quale ha chiuso in bellezza con un giro in 66 che gli ha dato la terza posizione - i pezzi da 90 non hanno brillato più di tanto. Complice anche il percorso, rinnovato negli ultimi due anni proprio da Ernie Els e che ora è diventato un test ancora più impegnativo e al passo con il golf moderno.
Come più volte già detto, il golf professionistico sta vivendo un momento di svolta generazionale e il Bmw Pga Championship ne è stato un’ulteriore riprova perché si sono visti emergere nomi nuovi come quelli dell’australiano Marcus Fraser, del giovane inglese Ross Fisher, del sudafricano Richard Sterne e dell’inglesino d’America Justin Rose, che hanno vivacizzato l’interno torneo senza far rimpiangere l’attesa battaglia fra i big. Le ultime 18 buche, giocate in condizioni meteo davvero difficili, sono state un alternarsi di situazioni e di cambiamenti di leadership e in più d’una occasione si è avuta l’impressione che nessuno volesse davvero vincere questo prestigioso titolo. Lo hanno buttato via Angel Cabrera - vincitore nel 2005 - e i menzionati Fraser e Fisher, forse non ancora maturi per tanta gloria. E anche Sterne, che nel finale ha mollato.
Ne ha approfittato Singh, che è risalito fino a ritrovarsi leader con -7, ma con ancora diversi giocatori in campo, tra i quali il danese Soren Hansen, già vincitore del Pga nel 2002, che, con due giri finali in 67 e 69, riusciva a piazzarsi in club-house nuovo leader a -8 fino all’arrivo di Justin Rose che, con una prodezza proprio all’ultima buca, lo riagganciava costringendolo al playoff. Subito la conclusione, con un mirabile birdie da 7 metri del danese che lasciava deluso il ventiseienne inglese. Per Hansen una vittoria che significa il suo rilancio, è infatti risalito dal 262° posto alla 9ª posizione nell’ordine di merito europeo.
Francesco Molinari, partito alla grande con un terzo posto dopo le prime 18 buche, è incappato in un pesante 78 nella terza giornata ed è poi terminato 30°, mentre Canonica ha chiuso in 50ª posizione.
Playoff anche sul Tour americano dove il sudafricano Rory Sabbatini ha battuto con un birdie alla prima buca di spareggio il numero due al mondo, l’americano Jim Furyk e il sempre indomito quarantottenne Bernard Langer.